spoletojournal- SPOLETO 51° FESTIVAL DEI DUE MONDI

SPOLETO

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L’editoriale
di Mariolina Savino
Presentazione alla stampa prevista per il 18 aprile (pare) al Teatro Valle di Roma.

Nelle ultime edizioni, l’evento avveniva presso i giardini di Villa Borghese, sempre nella capitale, mentre negli anni precedenti era il teatro del Piccolo Eliseo, lo scenario dell’attesa conferenza dove l’allora ironico e istrionico compianto Maestro Giancarlo Menotti, illustrava le meraviglie della Sua creatura dando a noi giornalisti la possibilità di intervistare e fotografare i grandi attori e artisti.

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foto di Mariolina Savino

 

L’attesa è alta a Spoleto e gli occhi del mondo, puntano dritto verso le scelte di Giorgio Ferrara che con maestria nell’incontro con la stampa di ieri, ha driblato le domande dirette degli operatori dell’informazione, in attesa della presentazione ufficiale, certo è che l’impegno assunto dal fratello dell’ideatore del Foglio, è pesante ed oneroso.

La città che non ha mai dimenticato Giancarlo Menotti, si aspetta molto dal Festival ed è consapevole che i danari a disposizione degli organizzatori non permette errori,  nè incertezze.

Il Festival, per anni volano in positivo dell’economia spoletina, come tutti i grandi eventi, al di là di ragioni diverse, ha conosciuto un naturale declino – i tempi cambiano e i gusti pure- la concorrenza si è accesa nel corso degli anni con una offerta sempre più pressante. I politici che a suo tempo inviavano fiumi di danaro al Festival (uno di questi, Amintore Fanfani) sono scomparsi ormai da decenni, gli sponsor mondiali come la Buton, Gancia, Mercedes e tanti altri, hanno abbandonato il salotto d’Italia da tempi immemorabili e ricominciare da zero, come è stato ribadito da Ferrara, è dura.

Diciamo che ricominciare da bem 4 milioni di euro di finanziamento pubblico non è poi così male, se a questo si aggiungeranno alcuni vecchi sponsor e nuovi nomi di aziende più l vendita dei bilietti, pensiamo che il percorso non dovrebbe essere poi così in salita.

Tutti si aspettano cosa? Che i soldi vengano ben spesi, che il turismo culturale riparta alla grande, che le strutture ricettive non impongano prezzi alti ma in sintonia con il mercato e che i servizi siano all’altezza, che le maestranze spoletine possano lavorare in ragione della certezza di essere poi pagati, che tutto l’indotto del Festival non vada a pescare altrove ma che punti fortemente agli interessi economici della città, che la qualità e la scelta degli spettacoli sia superlativa,  che in buona sostanza avendo fra le mani una preziosa e fiammante Ferrari chiavi in mano sia guidata dal Giorgio Ferrari appunto, con la destrezza di chi sa il fatto suo.

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