“Giornata dell’Economia 2008” – 6° Edizione presso CCIAA di Perugia

“Giornata dell’Economia 2008” – 6° Edizione

Alviero Moretti, presidente della Camera di Commercio di Perugia, ha presentato
la Relazione 2008 sullo stato dell’economia provinciale.
Il Focus di quest’anno centrato sulla dotazione Infrastrutturale della Provincia di Perugia.
Il 2008 mostra una economia in rallentamento, ma nel 2007 non sono mancati alcuni dati positivi.
Il presidente Moretti: “Le buone notizie per il 2007 vengono da una crescita della base imprenditoriale (+0,6% in provincia) e dal forte progresso dell’export (+17,2% contro l’8% della media nazionale).
Gli indicatori in negativo riguardano il PIL pro capite provinciale, inferiore sia rispetto alla media Italia che all’area Centro Italia; la scarsa propensione all’innovazione, evidenziata dalla flessione del numero di brevetti per invenzioni industriali; la gestione del Capitale Umano con il limitato ricorso a figure professionali qualificate: rispetto all’Italia, in Provincia di Perugia si assumono percentualmente la metà dei laureati”.
I risultati del Rapporto 2008 sono stati approfonditi dal Segretario Generale della Camera di Commercio di Perugia Dr. Andrea Sammarco e dalla Responsabile dell’Ufficio Studi Dr.sa Anna Cagnacci.
Il Focus sulle Infrastrutture, realizzato dall’Istituto Tagliacarne e dall’Uniontrasporti, è stato presentato da Alessandro Rinaldi, responsabile dell’Ufficio Statistica del Tagliacarne e da Antonello Fontanili, responsabile operativo di Uniontrasporti.

La Camera di Commercio di Perugia, in contemporanea con le altre Camere di Commercio italiane, ha tenuto la 6° Edizione della “Giornata dell’Economia”. Ideata e promossa dall’Unione Italiana delle Camere di Commercio, la “Giornata” traccia la mappa dello sviluppo economico dell’Italia e delle sue 103 province sulla base dei dati elaborati dagli osservatori camerali attivi sui territori provinciali.
Relazione sullo stato dell’economia provinciale.
Alviero Moretti presidente della Camera di Commercio di Perugia. “Secondo il rapporto Unioncamere, la crisi dell’economia reale, sarà probabilmente più grave, durante tutto il 2008, di quanto previsto, a causa in particolare della crisi statunitense, che è destinata a coinvolgere tutto il mondo, dall’Europa ai Paesi emergenti. Secondo le ultime stime, il rallentamento della crescita avrà un forte impatto anche in Italia con un incremento del PIL di appena lo 0,6 nel 2008 (dopo che le previsioni erano pari a 1,5%) e con un effetto di “trascinamento” negativo anche nel 2009.
Dunque anche i nostri sistemi produttivi locali ne risentiranno. In Italia tra le province pro-cicliche, che determinano cioè l’andamento nazionale e che di fatto trainano il paese, rientrano quelle a forte caratterizzazione metropolitana e quelle ad elevata vocazione manifatturiera, che presentano un’alta propensione all’esportazione e una forte diffusione d’imprese sul territorio; si tratta prevalentemente di province del Centro-Nord, e Perugia è ricompresa tra queste.
Sono proprio queste le province che dovrebbero risentire di più della fase di difficoltà economica e la cosa riguarda 42 province, in cui è presente il 56% della popolazione residente in Italia, viene prodotto quasi il 60% del PIL nazionale e si esporta il 64% dei prodotti destinati ai mercati esteri (Vedi Tabella A in calce). Il sistema economico della nostra provincia dovrebbe quindi pagare nei prossimi mesi un forte tributo alla crisi mondiale e nazionale: sono convinto che invece riusciremo a superare anche questa difficile fase e che le nostre imprese dimostreranno ancora una volta di essere in grado di affrontare le difficoltà e di continuare ad imporsi sui mercati nazionale ed internazionali.
Non è una fiducia astratta, ma si basa su alcuni elementi che anche il rapporto provinciale di quest’anno evidenzia.
I dati congiunturali per il 2007 evidenziano che relativamente alla produzione, al fatturato ed agli ordinativi, le nostre imprese hanno ottenuto risultati superiori a quelli del Centro ed a quelli medi dell’Italia; e confermano inoltre che a determinare questo risultato sono proprio le nostre medie imprese, circa 2500 unità produttive, con addetti tra le 10 e le 250 unità per una forza lavoro di circa 50mila persone. Parallelamente, anche se la quota di export delle imprese della nostra provincia non è ancora pari a quello di altre realtà territoriali, i dati di fine anno dicono che le nostre esportazioni crescono (+ 17,2%) ad un ritmo superiore alla media nazionale, a testimonianza che le dinamiche e le caratteristiche che le hanno mosse in questi anni sono quelle vincenti. Positivo inoltre è il costante allargamento della base imprenditoriale che anche nel 2007 è cresciuta (+ 0,6%) più di quanto avvenuto in altre province del Centro Italia.
Per questi motivi, torno a ripetere che sono ottimista sul nostro futuro e sono certo che i fatti ci daranno ragione, anche se non ci nascondiamo – e il Rapporto lo conferma – che l’inasprimento della crisi nazionale e internazionale avrà conseguenze anche da noi.

I risultati del Rapporto 2008 sono stati approfonditi dal Segretario Generale della Camera di Commercio di Perugia Dr. Andrea Sammarco e dalla Responsabile dell’Ufficio Studi Dr.sa Anna Cagnacci.

Di seguito la sintesi della Relazione di Andrea Sammarco Segretario generale della Camera di Commercio.
Il tessuto imprenditoriale della provincia di Perugia nel 2007 ha mostrato, nell’insieme, una buona capacità di tenuta: la base imprenditoriale ha continuato ad espandersi. A fronte di 4.583 iscrizioni, si sono avute 4.133 cessazioni; il saldo, che costituisce un importante indicatore della vivacità del tessuto produttivo provinciale, è stato di +450 imprese, corrispondenti ad un tasso di variazione pari a +0,6%, superiore al dato nazionale, che non ha registrato variazioni, e leggermente più contenuto rispetto all’anno precedente (+0,8%).
Altro elemento positivo dell’economia provinciale è la presenza di un’elevata vocazione verso l’attività imprenditoriale. Alle 72.988 imprese registrate a fine 2007 sul territorio perugino corrisponde, infatti, un tasso d’imprenditorialità pari 11,3 imprese ogni 100 abitanti a fronte delle 10,9 relative all’intera regione e delle 10,4 relative alla media nazionale.
Si conferma la tendenza di lungo periodo, che ormai può essere considerata strutturale, all’aumento, sia in valore assoluto, che relativo, delle società di capitale, forme giuridiche più complesse, a scapito delle ditte individuali, realtà meno forti e strutturate.
Andamento delle imprese per forma giuridica – 2007

Le imprese attive sono 63.706, in crescita rispetto alle 63.397 del 2006. L’aumento del numero di imprese attive, quelle che effettivamente operano sul mercato, è trainato dal buon andamento delle costruzioni e delle attività immobiliari, mentre in direzione opposta diminuiscono l’agricoltura, e le attività manifatturiere.
Andamento delle imprese rispetto ai principali settori economici – 2007

Il processo di trasformazione del sistema produttivo e di riposizionamento ha avuto effetti positivi in termini commerciali anche sui mercati esteri, con una dinamica delle esportazioni che è risultata particolarmente positiva nel 2007. In particolare, la provincia ha registrato incrementi delle vendite all’estero pari al 17,2%, a fronte di una variazione del 8% per l’Italia e dell’7,3% per il Centro, evidenziando una crescente capacità delle imprese locali di conquistare importanti spazi di mercato, in particolare in Europa e nelle aree emergenti, dove la dinamica dei consumi è più sostenuta.
Nonostante la presenza di alcuni andamenti incoraggianti, altri indicatori evidenziano la presenza di un ritardo rispetto alla media nazionale; questo appare evidente osservando il dato relativo al prodotto interno lordo pro-capite che sintetizza la ricchezza media prodotta nel territorio. La provincia, infatti, nonostante una maggiore imprenditorialità e un aumento delle esportazioni, presenta un PIL pro-capite pari a 25.182 euro, inferiore alla media nazionale di 25.862 euro e, soprattutto, a quella delle regioni del Centro pari a 28.939 euro.
Segnali poco positivi provengono dal fabbisogno di figure professionali e dall’analisi dei titoli di studio richiesti dalle imprese. La richiesta dei titoli più elevati non registra incrementi a livello provinciale e appare in controtendenza rispetto alla crescita nazionale. Le entrate di personale in possesso di titoli universitari (circa 400 unità) nel 2007 rappresenteranno una quota pari al 4,4% del totale: quasi stabili in valore assoluto, e in lieve diminuzione, in termini percentuali, rispetto al 4,6% dello scorso anno. La percentuale di laureati previsti dalle imprese perugine è ancora molto al di sotto del valore nazionale (che invece è cresciuto al 9%), e pone la nostra provincia al 82° posto nella graduatoria provinciale.
Dall’analisi dei livelli professionali in entrata, ancora limitato appare il fabbisogno di figure high skills – a più elevato contenuto professionale – espresso dalle imprese della provincia di Perugia: solo l’11,1% del totale delle assunzioni riguarderà queste figure professionali.
Anche sul fronte dell’innovazione emergono segnali di criticità, infatti, risulta in flessioni il numero di brevetti per invenzioni industriali vale a dire quelle destinate ad avere un’applicazione industriale. Nel 2007 la minore vocazione del territorio per l’innovazione viene confermata dal rapporto tra domande per invenzioni e imprese attive, che nella provincia di Perugia è pari a 11,1 ogni 10 mila aziende attive, inferiore alla media nazionale pari a 19,5, ma soprattutto rispetto ad alcune realtà del Nord, dove è forte l’attenzione al tema dell’innovazione, come ad esempio Padova, in cui il numero di brevetti presentati è pari a 45,5 ogni 10 mila imprese attive. (Fine Intervento Dr. Andrea Sammarco)

In occasione della Giornata dell’Economia 2008 è stato presentato il Focus sulla dotazione infrastrutturale della provincia di Perugia. Proprio su questo fronte la Camera di Commercio di Perugia sta investendo risorse consistenti soprattutto in riferimento a due opere fondamentali come il Quadrilatero stradale Umbria Marche e l’Aeroporto Regionale. L’intervento della Camera perugina si è concretizzato in una operazione di grande significato e rilevanza: l’aumento del 20 per cento il diritto annuale dovuto dalle imprese, che sarà destinato per il 50% al Quadrilatero e per l’atro 50 all’Aeroporto.
Dal Focus dell’Istituto Tagliacarte e di Uniontrasporti è emerso che se da un lato la provincia di Perugina sconta ancora oggi un pesante arretramento, dall’altro la realizzazione delle opere appena citate, e individuate dalla Camera di Commercio come prioritarie, contribuirà ad un miglioramento complessivo delle infrastrutture di trasporto valutabile in quasi il 60 per cento rispetto alla situazione attuale.
La relazioni di base sulle Infrastrutture sono state svolte da Alessandro Rinaldi Responsabile dell’Ufficio Statistica dell’Istituto Tagliacarne e da Antonello Fontanili, Responsabile operativo di Uniontrasporti.

La dotazione infrastrutturale della provincia di Perugia: un quadro aggiornato
di Alessandro Rinaldi

Dalla sintesi degli indici di categoria, escludendo quella dei porti (perché penalizzante per province prive di sbocchi sul mare), si ottiene un indice generale di Perugia pari a 84,7 (ovvero 15,3 punti al di sotto del dato Italia), collocando la nostra provincia al 55° posto nel ranking nazionale.
Entrando nello specifico delle categorie, si coglie una situazione soddisfacente nel caso della rete ferroviaria (73,6% al di sopra dei valori medi nazionali, corrispondente al 15° posto tra le province italiane). Per la rete stradale ci troviamo invece agli antipodi, con un indice pari a 59,5 (dunque più di 40 punti al di sotto della media Italia) e un gap sostanzialmente analogo (quasi 38 punti) anche nei confronti delle altre aree del Centro, con una collocazione nel ranking nazionale pari all’84° posto.
La categoria delle strade è dunque quella rispetto alla quale Perugia denuncia le maggiori carenze, con valori degli indici non riscontrabili per le altre tipologie di infrastrutture, in ragione di una bassa presenza di vie ad elevato scorrimento e in una presenza di maggiore congestione per alcuni centri di particolare rilevanza della provincia.
L’indice degli aeroporti pone l’area su un valore al di sotto della media nazionale, anche se la categoria è tra quelle a maggior concentrazione territoriale (si pensi che solamente 23 province su 103 superano il valore 100) tanto che con l’indice pari a 70,0 Perugia occupa la 33ma posizione.
Per le categorie della famiglia delle “infrastrutture economiche”, nel caso della copertura dei servizi in banda larga, Perugia è contrassegnata da un indice pari a 67,6 corrispondente alla 75° posizione tra le province italiane, per le reti bancarie e di servizi vari (poste, servizi alle imprese, ecc.), pur presentando un valore al di sotto della media (77,8), la nostra provincia si posiziona quasi a metà classifica (58°). I valori dell’indicatore riguardante le risorse infrastrutturali dedicate ai temi dell’energia e dell’ambiente (energia elettrica, acqua, gas, smaltimento dei rifiuti) evidenziano un dato al di sotto del 20,4% rispetto alla media nazionale corrispondente alla 64ma posizione in graduatoria.
Le infrastrutture sociali si articolano nelle tre componenti delle strutture della sanità, delle strutture per l’istruzione e delle strutture culturali e ricreative.
Delle tre categorie, la prima è quella rispetto alla quale Perugia presenta la situazione peggiore, con un indice pari a 67,1 cui corrisponde il 70° posto nella corrispondente classifica stilata in base ai valori dell’indicatore. I dati di base pongono in risalto soprattutto una presenza non elevata di posti letto per alcune specialità (tra le principali si possono citare: geriatria, psichiatria, malattie infettive, lungodegenza, oncologia, pneumologia, neurologia e neurochirurgia, cardiologia e cardiochirurgia, rianimazione e terapia intensiva).
Gli altri due casi sono comunque più confortanti, visto che l’81,8 registrato per le strutture culturali e ricreative si traduce nella 35ma posizione nella classifica nazionale (risultato dunque decisamente positivo), e l’84,9 caratteristico delle strutture per l’istruzione fa attestare la provincia al 48° posto tra le 103.
E’ stata infine anche ricalcolata la serie provinciale di indicatori riferita al 2000, in modo da essere comparabile con questi nuovi dati. Per Perugia il confronto temporale restituisce purtroppo un peggioramento dell’indice generale, pari nel 2000 a 88,3, corrispondente al 48° posto nella graduatoria nazionale.
La lettura della dinamica degli indici pone in risalto in negativo in questo caso soprattutto il ruolo delle infrastrutture sociali, che hanno verificato una riduzione dell’indice medio, che ha portato Perugia a perdere 8 posizioni nel ranking nazionale stilato in base alla media delle tre categorie (nel 2007: 52°, nel 2000: 44°), mentre per le infrastrutture economiche si registra una contenuta riduzione dell’indice medio, che si è tradotta, a fronte di situazioni peggiorate altrove in modo più accentuato, in un guadagno di 4 posti in graduatoria (nel 2007: 53°, nel 2000: 57°).

Altra relazione del Focus quella di Antonello Fontanili, Responsabile operativo di Uniontrasporti, che dopo aver definito l’inquadramento infrastrutturale attuale ha delineato gli ulteriori ambiti di intervento a cominciare dal riassetto del nodo stradale di Perugia con la realizzazione di una circonvallazione esterna all’insediamento del capoluogo cui destinare prevalentemente i traffici pesanti. Fontanili ha quindi tracciato un quadro valutativo degli scenari di medio-lungo periodo (2010, 2013 e 2016) rispetto ai quali è stato stimato il fabbisogno infrastrutturale della provincia di Perugia, indicando tra le priorità che interessano il territorio ancora il Quadrilatero Umbria-Marche, la E78 Grosseto-Fano, la direttrice ferroviaria Orte-Falconara e agli interventi previsti per l’Aeroporto S.Egidio.

Tabella A

Province ad “Alto Impatto” Province a “Medio-Alto Impatto” Province a “Medio-Basso Impatto”
Venezia Messina Lodi Brindisi Parma Asti
Lucca Como Catania L’Aquila Cuneo Cremona
Prato Napoli Bari Piacenza Latina Benevento
Arezzo Trento Catanzaro Massa-Carrara Enna Matera
Milano Alessandria Biella Brescia Potenza Gorizia
Crotone Rimini Livorno Foggia Vibo V. Nuoro
Trieste Pesaro e Urbino Pescara Lecce Reggio C. Macerata
Belluno Firenze Ragusa Bolzano Pisa Rovigo
Caserta Isernia Siena Verbania Forli’ Aosta
Perugia Vicenza Campobasso Chieti Grosseto Rieti
Treviso Ravenna Novara Ascoli Piceno Ferrara Frosinone
Pistoia La Spezia Cagliari Savona Pavia Caltanissetta
Modena Padova Cosenza Siracusa Imperia Viterbo
Ancona Verona Bergamo Terni Mantova Oristano
Reggio E. Varese Pordenone Trapani
Roma Taranto Udine Agrigento
Teramo Sassari Salerno
Genova Vercelli
Bologna Palermo
Avellino Lecco
Torino Sondrio
Peso su Pil totale 59,3 % Peso su Pil totale 20,7 % Peso su Pil totale 20,0%
Peso su export tot. 64,4 % Peso su export tot. 20,0 % Peso su export tot. 15,7%
Peso su pop. Tot. 56,4% Peso su pop. Tot. 23,7 % Peso su pop. Tot. 19,2 %

Perugia 9 maggio 2008

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