Palermo e Cascia strette nel gemellaggio di fede

Il secondo giorno delle celebrazioni ritiane è stato dedicato alla città di Palermo con cui Cascia ha stretto il gemellaggio di fede

Ogni anno, infatti, Cascia sceglie una città con cui stringere un legame che vuole avvicinare realtà, fisicamente anche molto lontane, con l’obiettivo di portare un messaggio di pace valorizzando la figura di Santa Rita, la quale ha saputo scegliere, di fronte ai drammi che hanno segnato la sua vita, la via del perdono e della riconciliazione. In un mondo afflitto ancora da pesanti guerre, il messaggio di Rita rappresenta non una scelta individuale ma un’esigenza di vita. La pace, il perdono, l’amore incondizionato, di cui Rita fu custode e dispensatrice, rappresentano valori che non trovano limiti geografici, culturali, sociali o d’altro genere. Il carattere atemporale ed universale del messaggio ritiano è il motore immobile che spinge la comunità casciana a cercare ogni anno un interlocutore diverso per il gemellaggio, facendo sì che esso si propaghi oltre i confini più lontani. Si ricordano, per esempio, le città di Napoli, Ostia, San Luca, Lecce, Bergamo, Ferrara, Assisi, Bari, Andria, Catania, Ostia ma anche Monachil in Spagna, Beirut in Libano, Ermesinde in Portogallo, San Paolo in Brasile, Filadefia negli Stati Uniti. Quest’anno il messaggio ritiano è giunto a Palermo e da qui è ripartita la fiaccola che questa sera accenderà il tripode votivo posto sul sagrato della Basilica. La delegazione proveniente da Palermo ha avuto, però, il suo primo impegno a Cascia questa mattina. È entrato nella tradizione delle manifestazioni ritiane, infatti, la messa a dimora di rose, simbolo supremo della Santa, presso il roseto situato alle porte della città di Cascia. In mattinata, quindi, i rappresentanti del capoluogo siciliano, insieme alle tre donne insignite del riconoscimento internazionale santa Rita, hanno partecipato alla cerimonia conclusasi con la messa a dimora di rigogliose piante. È il 22 maggio, però, il grande giorno atteso dai Casciani così come da migliaia di fedeli. Domani mattina Cascia si sveglierà presto, alle 5, sotto il suono festoso delle campane che annunciano il sorgere dell’aurora del giorno solenne di Rita. Le strade presto inizieranno a riempirsi di fedeli, provenienti dal sud e dal nord Italia. Tutti giunti fino a Cascia per omaggiare Santa Rita. In piazza, lungo le strade, sul viale si accalcherà la folla per vedere il corteo storico. Una rievocazione in costumi d’epoca della vita di Santa Rita. La sua fanciullezza, l’adolescenza, il matrimonio, la maternità, la vedovanza, la vita monacale, la spina: questi i momenti salienti della sfilata. Un appuntamento la cui forte carica emotiva sta anche nel suo mantenersi sempre uguale nel corso degli anni. Il corteo giungerà dinanzi la Basilica dove sarà impartita la solenne benedizione. I ruoli si invertono: protagonisti diventano gli spettatori, i fedeli che a centinaia levano alti, rivolti al cielo, mazzi di rose, il fiore amato da Rita, il suo simbolo; un gesto poetico che rinnova un miracolo di quasi cinquecento anni fa. Dopo la benedizione delle rose, momento molto emozionante, si darà avvio all’atto finale, sintesi della festa religiosa e popolare: la solenne concelebrazione in basilica, dove tutto è superlativo, fuorché lo spazio.

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