Sj- Simone Fagioli scrive dell’ultimo album di Francesco De Gregori dal titolo “Per brevità chiamato artista”

IN ATTESA DI: Francesco De Gregori in concerto

di Simone FAGIOLI

Siamo rimasti davvero impressionati dalla bellezza dell’ultimo album di Francesco Da Gregori dal titolo “Per brevità chiamato artista” (titolo, inoltre, della canzone che apre l’intera raccolta), da cui prende nome il concerto che il cantautore romano terrà il giorno Sabato 06 Settembre 2008, alle ore 21.30, presso Piazza Duomo in Spoleto.

Possiamo dire che “Amore nel pomeriggio”, pubblicato nel 2001, segna la nuova stagione del cantautore romano, l’inizio di un sottile filo rosso, di un percorso poetico-musicale che passando attraverso “Pezzi”, “Calypsos”, i nuovi arrangiamenti di “Left & Right”, porta al nuovo “Per brevità chiamato artista”.

Le sonorità coinvolgenti e la compiutezza compositiva contraddistinguono le nuove canzoni del cantautore oramai umbro di adozione, oseremo dire, che dopo quasi quarant’anni di brani indimenticabili, impressi nel cuore e nella mente di intere generazioni, continua a stupire sia il pubblico, sia la critica. Molti definiscono “Per brevità chiamato artista” un vero e proprio “miracolo emozionale”(cfr., http://www.music-ontnt.com/recensioni/articolo.php?id_articolo=507): io credo che De Gregori riesca ancora a stupirci e a raccontare qualcosa di nuovo, di diverso, di interessante, di non- banale, anzi di figurativo e di profetico, nell’anno 2008 di nostra vita.

Vi è un’atmosfera poetica e coinvolgente all’interno di questo percorso di nove brani inediti che servono da exemplum ai giovani cantautori, che forse non sono più presenti come un tempo nella vita delle nuove generazioni.

I testi del “Principe”, come del resto quelle del modenese-bolognese-pavenese Francesco Guccini, che si esibirà il giorno 18 Settembre sempre in Piazza Duomo in Spoleto, sono esenti dal logorio del tempo, dal successo del facile tormentone estivo buono una sola stagione. In una società volta alle interpretazioni senza riflessioni, al “capire subito”, al “non-sacrificio”, i “vecchi cantautori” sono ancora lì a suggerirci il senso delle cose, della vita, del mondo, delle persone e della loro esistenza. Riteniamo che parlare della società, dell’uomo e delle relazioni inter-personali, della storia, del mondo, della quotidianità, della disumana umanità, si possa definire “politico”, ma in senso lato, non in senso partitico, non in senso strumentale: “politico” nel senso aristotelico del termine, dove una narrazione o una canzone siano utile chiave di lettura della società nella quale viviamo.

Il concerto di De Gregori sarà scuramente una vera e propria perla in questa stagione spoletina di fine estate.

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