Sj- Giorgio Presburger figura di intellettuale a tutto tondo


Intervista con Giorgio Presburger

Annalisa Fasanari


(UJ.com) SPOLETO – Scrittore, regista, drammaturgo, uomo di straordinaria cultura: Giorgio Pressburger, come è noto, è considerato a giusta ragione voce e figura di intellettuale a tutto tondo, tra le più autorevoli del panorama italiano e internazionale. In questi giorni è a Spoleto, dove è impegnato nella sua nuova regia, per il Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto, del Melologo 2008, il progetto del realizzato nell’ambito di Spettacolo Umbria e promosso dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Regione Umbria, Comune di Spoleto e Comune di Perugia, dedicato quest’anno ai poeti Sandro Penna e Patrizia Cavalli, che avrà come protagonista il grande Sandro Lombardi, impegnato accanto ai bravissimi Sara Alzetta, Gabriele Geri e Lorenzo Moncelsi, ai soprani Erika Frigo e Maria Kostraki. Le musiche originali sono di Andrea Cerca e Pier Paolo Cascioli. La prima del Melologo 2008 è fissata per il 5 settembre al Teatro Caio Melisso. Il il 6 a Montefalco nel Complesso Museale di San Francesco (in forma concertante) e il 7 a Perugia nella Sala dei Notari, (in forma concertante). Carismatico, autorevole, acuto osservatore della vita, di un’esistenza sempre vissuta con grande profondità, lo abbiamo incontrato in una bella giornata spoletina, dove il sole illuminava il suo volto e i suoi occhi che ci parlano non solo attraverso le parole: “Sono molto legato a Spoleto – ci racconta – è una città che mi piace molto, mi piacciono molto gli spoletini, qui ho vissuto dei momenti molto belli. Pensi che quando è scaduto il mio mandato di Assessore alla Cultura del Comune, ho trovato persone per strada che stringendomi la mano mi hanno pregato di non andare via. Questo non solo mi ha riempito di gioia, ma mi ha fatto capire che questa è una terra dove avvengono cose estremamente importanti e si possono fare ancora cose molto importanti”. Maestro, che cosa farebbe ancora, ad esempio. Mi piacerebbe fare un festival del Teatro classico, che conserva sempre una modernità sorprendente, come Teatri a Teatro che dirigo da diversi anni a Trieste; oppure una vera e propria maratona dedicata alla Poesia, alla Letteratura. Mi piacerebbe farlo anche qui, in questo splendido Anfiteatro Romano. E sono sicuro che la risposta del pubblico sarebbe enorme. La gente ha bisogno di teatro, di poesia e la poesia, la letteratura ha bisogno di essere conosciuta, diffusa. A Trieste ho sempre una risposta straordinaria. Quest’anno anno per esempio ha avuto molto successo l’Oedipus Rex di Stravinski, o anche Elena di Euripide dello scorso anno con Luxuria con cui ho lavorato benissimo. Trovo che sia un’artista straordinaria, di grande sensibilità. E’ molto suggestivo anche lo spazio dove si svolge il Festival. Pensi che il Teatro Romano di Trieste è avvolto in un involucro trasparente fonoassorbente. Non solo ha un grande effetto visivo; è molto bello vederlo lì “impacchettato”, la sua bellezza è esaltata prprio da questo effetto, ma la pellicola trasparente che lo avvolge gli consente di essere isolato acusticamente e tutti i rumori che provengono dall’esterno non si sentono assolutamente. Che cosa pensa di questa collaborazione tra lo Sperimentale e il Festival dei due Mondi? Penso benissimo, anzi la collaborazione dovrebbe avere dimensioni sempre più grandi. Il Teatro Lirico secondo me è una conquista cittadina, e di questo ci si deve rendere conto sempre di più. E’ una d quelle realtà dove si producono spettacoli che difficilmente si possono trovare non solo in Italia, ma anche all’estero. Dallo Sperimentale sono passati i più grandi registi che hanno fatto sperimentazione vera. E lo Sperimentale con la sua programmazione continua a rischiare, a investire su spettacoli che innovano veramente i linguaggi, come fanno davvero pochi teatri al mondo. Come scrittore quali sono i suoi impegni futuri? A novembre uscirà per Einaudi Commedia, Nel regno oscuro, che costituisce la prima parte di una trilogia, una sorta di viaggio interiore, un viaggio dell’io che si svolge metaforicamente nell’oltretomba. Infatti lo scorso anno ho messo in scena nel Melologo una parte del mio testo. Ora sto scrivendo la seconda e la terza parte della “mia” commedia.
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