Nomina Monsignor Betori: felicitazioni dal Presidente della Regione Umbria Lorenzetti

Le felicitazioni dal Presidente della Regione Umbria Lorenzetti

“È con intima e profonda gioia che ho accolto la notizia della nomina di Monsignor Giuseppe Betori ad arcivescovo di Firenze”. Lo afferma la presidente della Regione Umbria, Maria Rita Lorenzetti, che ha voluto esprimere a nome suo personale, e della Giunta regionale, le più vive felicitazioni a Monsignor Betori per la prestigiosa nomina.“A monsignor Betori – dice la presidente – mi lega un antico e profondo rapporto di amicizia. Conoscendo bene la sua straordinaria formazione teologica, le doti umane, la spiccata e vivace intelligenza, lo spessore intellettuale, sono certa che la sua missione pastorale presso la Diocesi di Firenze sarà intensa e straordinaria come è l’uomo”.

La presidente Lorenzetti al centro ricerca “il Pischiello”

LA GOVERNATRICE:“il Pischiello”:

“Eccellenza che concretizza

le politiche di sviluppo dell’Umbria”

“Ho sempre creduto in una visione dello sviluppo dell’Umbria capace di tenere insieme lo splendore dei luoghi, la ricerca e l’innovazione, la crescita delle conoscenze e dei saperi, lo spirito d’impresa e la qualità del lavoro. Ebbene, il Pischiello racchiude in sé tutto questo, in una straordinaria sintesi”. È quanto ha affermato la presidente della Regione Umbria, Maria Rita Lorenzetti, intervenuta stamani all’inaugurazione del Centro di ricerca realizzato nella sede dell’antica Villa del Pischiello, sul lago Trasimeno.


IRONICAMENTEJOURNAL- Ad un giorno dalla fine del mondo……

DAL TRIO MEDUSA

PENULTIME NOTIZIE

Ad un giorno dalla fine del mondo abbiamo scoperto una pagina web segreta di Repubblica.it pronta per domani che fa molta paura. Noi vogliamo però informarvi in anticipo, prima che sia troppo tardi. Grazie a Massimo da Foggia che ci ha aiutati a scardinare i firewall di Repubblica. Ne sconsigliamo la visione ai minori ed ai deboli di cuore.

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REDAZIONEJOURNAL-SCRIVIAMO UN LIBRO INSIEME! TESTO DI LEONILDE GAMBETTI

SPOLETO-UMBRIA-ITALIA-MONDO

SPOLETOCLICK-SCRIVIAMO UN LIBRO INSIEME! TESTO DI LEONILDE GAMBETTI

SCRIVIAMO UN LIBRO INSIEME- mariolinasavino@libero.it

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SCRIVIAMO UN LIBRO INSIEME UNA INIZIATIVA DELLA REDAZIONE DI WWW.SPOLETOCLICK.IT SCRIVI A mariolinasavino@libero.it

La memoria del sasso di Leonilde GAMBETTI

20.000 A.C.………fredda…………………………… dura……………………………………………………………………………………………………………………………………….. tagliente…………………. Erano millenni che stava lì Non sapeva neanche lei quanto tempo era trascorso da quando i suoi atomi avevano iniziato ad aggregarsi. Ricordava vagamente di un passato liquido e poi una stretta, un aggancio, la sensazione che non ci fosse più spazio, una specie di morsa che le bloccava i movimenti. Non sapeva esattamente quando aveva preso la consapevolezza di essere diventata quello che era, solida, le sembrava di essere stata sempre così, immobile e un po´ annoiata. Intorno a lei era tutto uguale. Percepiva talvolta un calore insistente, un fruscio, un suono, qualcosa di fluido che le scorreva addosso, un vento algido, un insieme di molecole che si spostavano, ma lei ne era al di sopra, rigida, immobile, chiusa nella sua nuova eternità. Finché un giorno un colpo secco, potente e deciso la strappò dalla sua immobilità e la gettò a terra……………………….. terra Cos´era la terra? Quasi come lei, dura, ma a volte sbriciolata E dov´era prima? Ah si ,sulla roccia, quella sorta di grande madre che ad un certo punto la conteneva…… Un uomo barbuto e primitivo la guardava …….hu-hu…… Ai suoi occhi lei era una splendida selce, la più tagliente e la più dura di tutte quelle che erano state finora trovate dagli uomini del suo villaggio. L´uomo guardava la selce. La toccava, ne valutava lo spessore, la grandezza, la resistenza… sembrava sorridere. Felice, con la pietra stretta nella mano ruvida….hu-hu….correva verso il villaggio. Era il suo trofeo più bello. La mostrò orgoglioso a tutta la tribù…hu- hu… Con molta cura la pulì e la rese ancora più tagliente. L´attaccò saldamente al suo bastone e fiero andò a caccia con la sua nuova lancia. Da quel momento iniziò il lungo periodo di gloria della selce. Avvertiva continui spostamenti. A volte fendeva l´aria, tranquilla; a volte una scossa la percorreva e si trovava a penetrare pelli irsute, muscoli tesi e un liquido rosso la bagnava; a volte era accarezzata dalle mani dell´uomo che l´appuntiva e la graffiava deciso ,ma con attenzione e cura. L´uomo, sempre al suo fianco, era soddisfatto. Correva, uccideva, scalfiva. Molti animali caddero sotto di lei…………..era un delirio……..uomini che ballavano alle luci dei falò, donne che lanciavano urla altissime, le pelli dei tamburi vibravano con vigore….. un delirio. Anche lei riusciva a sentire la venerazione del gruppo. Quando la lanciavano in aria e dritta colpiva la preda, tutti gli occhi erano su di lei………….. anche quelli dell´animale in agonia, che incredulo domandava muto al cielo quale dio era arrivato ad ucciderlo. Percepiva la gloria. Si sentiva giusta, precisa, implacabile…come la mano dell´uomo che la guidava e che impercettibilmente cambiava con il tempo……………………………… ……………………………………………………….il tempo………………………….. …………………cos´era il tempo? Ah si, una specie di movimento, uno spostamento lieve… La mano che la stringeva cambiava, leggermente, ogni volta. impaziente, avventata …decisa, spavalda…. vigorosa, fredda… dolce, accondiscendente… nodosa, sudata…leggermente imprecisa, appena stanca……………………………………….. diventava un´altra, incredibilmente giovane, nuova, più piccola. La mano cambiava pur rimanendo uguale. …………………………. Una mano………………………………………………………… …………………………………………cos´era una mano? Una stretta calda e un po´ umida, l´energia del colpo vibrato, il movimento impresso. Divenne importante. Lei divenne importante, la mano dell´ uomo ora era ornata di monili, la sua faccia dipinta di rughe crudeli, il capo coperto da piume e corone. La mano, come premio, la incastonò nel bastone intarsiato insieme a piccole pietre colorate che le facevano da corona. Erano luminose, lo capiva, ma non avevano il potere di uccidere. Nulla di più di un ornamento. Lei era la regina, al centro. E quando la mano alzava lo scettro, una folla chinava il capo Era il simbolo del potere…………………………………………………… ………………cos´era il potere? uomini che si piegavano, guerre, a volte morte, a volte vita …… …..di più non capiva…………………………………… Un giorno la mano si aprì, un lungo urlo coprì tutto, come una pioggia maligna, un piccolo filo rosso scese dalla bocca. La mano mollava la presa, la morte arrivò in fretta………….si, era lei……….cos´era la morte? Una mano immobile…..per sempre….più immobile di una roccia? Si, e un soffio nel petto che non esce, ma è lì, si vede che è lì, prima o poi uscirà…non può non uscire………..la morte è l´attesa eterna di un respiro che non esce. La seppellirono insieme alla mano che a lungo l´aveva impugnata e che tanto l´aveva amata da tramandarla in dono ai suoi figli. Era finita, la mano che l´aveva per secoli tenuta, era morta. Si capiva dalle manciate di terra che le gettavano addosso. E lei era al suo fianco,orgogliosa, appoggiata nella mano che non stringeva più nulla. Era tornata ad essere immobile, staccata dalla sua roccia madre che a malapena ricordava, nella mano che prima era movimento e ora…era terra, nella terra…senza soffio. . 19/07/D.C. Un colpo secco, potente e deciso la strappò dalla sua immobilità e un fascio di luce violenta la colpì. La selce era lì, da quanto non ricordava, ma era lì e nel quadrato di cielo sopra di lei un viso barbuto la guardava… Agli occhio dell´uomo lei era una splendida selce, la più tagliente e la più dura di tutte quelle che erano state finora trovate dagli uomini che, come lui, cercavano tracce del passato, memorie di storie. L´uomo guardava la selce. La toccava, ne valutava lo spessore, la grandezza, la resistenza… sembrava sorridere. Felice, con la selce stretta nella mano ruvida….huu….correva verso l´accampamento. Era il suo trofeo più bello. La mostrò orgoglioso a tutta l´equipe…huuu… Con molta cura la pulì riportandola allo splendore di un tempo e dopo un lungo viaggio in aereo la depose in una teca del museo più importante di Parigi. Mille riflettori erano puntati su di lei, mille sensori di allarmi, umidità e antincendio la circondavano. Mille flash la immortalavano e finì sulle prime pagine dei giornali di tutto il mondo. Era cominciata una nuova era di gloria e splendore. Un´era statica, per così dire, ma lei era una pietra, non le dispiaceva l´immobilità. Si sentiva coccolata e apprezzata. Leggeva negli occhi degli uomini curiosità e interesse per la mano che l´aveva stretta, ma anche per lei che in fondo era rimasta integra e incorrotta dal tempo. Lei era la stessa, ancora più affascinante, lo sentiva. Milioni di visitatori andavano a vederla e il museo registrava ogni giorno il “tutto esaurito”. Piero Angela, affascinato, fece un´intera trasmissione su di lei, raccontando la sua storia. 19/04/08 ore 21,30 Un televisore acceso sintonizzato su RAI 1 trasmette Superquark. La voce di Piero Angela racconta: …………. fredda…………………………………dura……………………………………………………………………………………………………………….. tagliente…………………………….. Erano millenni che stava lì Non sapeva neanche lei quanto tempo era trascorso da quando i suoi atomi avevano iniziato ad aggregarsi…………………

POLITICA- Walter Veltroni, in programma martedì 9 settembre alle 18.45 A SPOLETO

PRIMA FESTA DEL PARTITO DEMOCRATICO DI SPOLETO

Martedì 9 settembre alle 18.45 l’incontro con Walter Veltroni ai Prati di Ponte Bari

Sarà l’incontro con Walter Veltroni, in programma martedì 9 settembre alle 18.45 ai Prati di Ponte Bari, a chiudere la prima Festa del Partito Democratico di Spoleto. Coordinato da Dante Andrea Rossi, l’appuntamento con il Segretario Nazionale del Partito Democratico concluderà infatti il ricco programma di incontri proposto quest’anno dal PD di Spoleto. Numerose, infatti, le occasioni di analisi e di confronto che dal 1° settembre hanno caratterizzato il programma, numerosa la presenza di iscritti e simpatizzanti che hanno voluto partecipare agli incontri durante questa settimana di dibattiti.
Dopo il primo incontro con l’assessore regionale Silvano Rometti e l’assessore alla Cultura del Comune di Spoleto Giorgio Flamini sul tema “Intellettuale a tempo determinato: scusate se esisto”, è stato l’On Cesare Damiano ad affrontare i temi del lavoro e dell’occupazione con la presentazione del suo libro-interrvista “Il lavoro interrotto”.

Centrale, nel corso degli incontri, anche il percorso di costruzione del Partito Democratico, con la partecipazione dell’On Walter Verini e la Senatrice umbra Anna Rita Fioroni, la necessità si semplificazione istituzionale e burocratica, con particolare riferimento alla riforma endoregionale (ambiti territoriali integrati, comunità montane, servizi socio sanitari) discussi insieme all’assessore regionale Vincenzo Risommi, l’analisi del primi cento giorni del Governo Berlusconi, che ha visto la presenza dell’On. Marina Sereni e della Segretaria regionale del PD Maria Pia Bruscolotti.

Alta la partecipazione sia in occasione del dibattito del Forum Sanità sul Piano Sanitario Regionale con l’assessore regionale Maurizio Rosi e il Direttore Generale della Asl 3 Gigliola Rosignoli, sia per l’incontro relativo alla campagna del PD “Salva l’Italia”, a cui hanno partecipato l’On. Gianpiero Bocci e il coordinatore provinciale Piero Mignini.
Affrontati, nel corso del programma anche i temi relativi allo Sviluppo Economico e Infrastrutture del territorio e quello del Piano dei rifiuti regionali con l’apporto degli assessori regionali Mario Giovanetti, Giuseppe Mascio e Lamberto Bottini.

Questo pomeriggio, nel corso dell’incontro di chiusura con Walter Veltroni, sarà inoltre possibile firmare la petizione promossa dal Partito Democratico “Salva l’Italia” (che si concluderà il prossimo 25 ottobre in occasione della Manifestazione Nazionale) e iscriversi al PD di Spoleto.

REDAZIONEJOURNAL- NOI CREATIVI? DI PIU’!

E ORA DOPO LE FOTO, TOCCHERA’ AI TITOLI,

SOTTOTITOLI E OCCHIELLI

PERCHE’ TUTTO E’ IMITABILE, COPIABILE, INTERSCAMBIABILE!

W IL MANIERISMO!

CREATIVITA’ MODERNA, TRASPARENZE ETERRE…. DA LONTANO GLI ECHI DI UN BRUNELLESCHI,

GIOVAN BATTISTA ALBERTI, LEONARDO……

OGGI SEMPRE DI PIU’ EVOLUTI

DIMENTICHI DEL BELLO E DELL’ARTE DI INVENTARE!

REDAZIONEJOURNAL

Icone anni 60/70- Fascista? Lucio Battisti e’ stato ed è l’unico vero poeta dell’amore canoro!

Macché di destra,

Battisti era il re del pomicio


di Redazione

Carte in tavola subito: a me, Lucio Battisti è sempre piaciuto poco. Mi stavano in uggia quella vocina soffice, perfetta per un tremolio di pensieri e emozioni, quella musica arpeggiante e fin troppo melodica, quel ricciolo afro quando andava di moda il ricciolo afro. Tutt’altre musiche hanno accompagnato i miei anni Settanta, roba forte e dura, anche se scontata. I Pink Floyd, Dylan, Zappa, gli Stones. E però avrò comprato almeno una mezza dozzina di volte le sue antologie (poi perse o regalate), quelle che si trovano a prezzo scontato negli autogrill. Il viaggio in autostrada favorisce i ricordi, e più sono languidi, meglio. Così, ogni volta, riscoprivo che la mia giovinezza è stata intessuta di fiori di rosa e fiori di pesco, di poesia d’un amore sovrano, di ancora tu, e di motociclette che non si sa bene se riuscivano a capire o no.
Ero dunque di destra? Manco per niente, senz’altro non quello che si intendeva allora come «destra», cioè: fascista. Un marchio d’infamia che segnava a fuoco chiunque non fosse di sinistra. E il povero Battisti questo veniva considerato, un fascista. Per dimostrarlo, in mancanza di prove più robuste, si citava persino la copertina di un album dove c’era gente che salutava – innocente – con il braccio destro. Se la prova era modesta, era ancora più modesto il pensiero di fondo che la precedeva, ovvero: Battisti non canta la protesta, quindi è di destra.
A quell’epoca la locomotiva di Francesco Guccini, guidata da un anarchico esagitato, si schiantava felicemente contro «un treno di signori». E a quella «bomba proletaria» si adeguavano, più o meno enfaticamente, tutti i cantautori, che dovevano essere – per essere – almeno contro la borghesia. «Vecchia piccola borghesia per piccina che tu sia / non so dire se fai più rabbia, pena, schifo o malinconia», recitava uno dei più raffinati, Claudio Lolli. Per essere apprezzato, un cantante dabbene doveva protestare contro la società, la politica, il mondo, l’universo, Dio: che infatti, per Guccini e i Nomadi, era «morto». Chi sfuggiva a questa regola veniva considerato un cantante per mamme o commesse d’altri tempi. Oppure, se aveva dignità artistica, come Battisti, non poteva che essere un nemico del popolo e delle sue nobili aspirazioni: un fascista, appunto. Quali fossero le vere aspirazioni del popolo, in realtà, lo si vedeva a tu per tu.
A tu per tu, Battisti era più che un sottofondo, era un condimento che facilitava ogni seduzione, anche di quelle ragazze in gonnellona a fiori che avevano il pregio di non farti faticare per slacciare il reggiseno, visto che non lo portavano. «Che ne sai di un campo di grano?» «Conosci me, la mia realtà?» E via, il terreno era bell’e pronto, specialmente se si avevano a disposizione addirittura «le luci rosse»: dello «champagne ghiacciato» si faceva pure a meno.
Ma poi: a mano a mano che mi ritorni in mente, caro Lucio, questa faccenda di Battisti/fascista era un topos di una minoranza un tantino fanatica, che confondeva la barba del Che con quella di Dalla, quella di Castro con quella di De Gregori: ricordo benissimo che in quei luoghi di danza (sempre più rari) dove si inframmezzava il rock con i lenti, appena l’astuto disc-jockey insinuava Battisti, le folle scendevano in pista, e non per fare la rivoluzione antifascista, bensì per pomiciare. Lucio Battisti è il padre primigenio del pomicio dagli anni Settanta in poi, e se lui è di destra, anche il pomicio è di destra. Chi se la sente di affrontare un dibattito sul tema?(dal Giornale)

Mariolina SAVINO

Grande Lucio, quello che rappresenta nel modo migliore una generazione di ragazzi oggi cinquantenni pieni di sogni e di aspettative mancate. Era ed è il nostro idolo, un’anima semplice seppur altamente rappresentativa della musica immortale. Ora come allora la musica non cambia, se sei bravo ti tirano le pietre, e basto’ il suo vezzo di alzare gli occhi e le mani al cielo per farlo diventare Fascista. “Ma si può?”

Evidentemente si’.

A dieci anni dalla Sua morte lo vogliamo ricordare con quella che per me è stata la canzone più innovativa ed eccezionale di allora e che si lega all’attività che ho scelto nella mia vita “pensieri e parole”.

SpoletoJournal

Lucio Battisti Tribute

Pensieri e Parole

che ne sai di un bambino che rubava
e soltanto nel buio giocava
e del sole che trafigge i solai
che ne sai
e di un mondo tutto chiuso in una via
e di un cinema di periferia
che ne sai della nostra ferrovia
che ne sai
conosci me
la mia realta’
tu sai che oggi morirei
per onesta’
conosci me
il nome mio
tu sola sai s’e’ vero o no
che credo in dio
che ne sai tu di un campo di grano
poesia di un’amore profano
la paura d’esser preso per mano
che ne sai
l’amore mio
e’ roccia ormai
e sfida il tempo e si da al vento
e tu lo sai
si tu lo sai
davanti a me
c’e’ un’altra vita
la nostra
e’ gia’ finita
e nuove notti
e nuovi giorni
cara vai o torni con me
davanti a te


ci sono io
o un altro uomo
e nuove notti e nuovi giorni
cara non odiarmi se puoi
conosci me
quel che darei
perche’ negli altri ritrovassi
gli occhi miei
che ne sai di un ragazzo che ti amava
che parlava e niente sapeva
eppur quel che diceva chissa’ perche’
chissa’ adesso e’ verita’
davanti a me
c’e’ un’altra vita
la nostra
e’ gia’ finita
e nuove notti
e nuovi giorni
cara vai o torni con me
davanti a te
ci sono io
o un altro uomo
e nuove notti
e nuovi giorni
cara non odiarmi se puoi

Oggi a Poggio Bustone ci sara’ un concerto in piazza con Roby Matano. A Molteno e’ in corso la mostra ‘Un tuffo dove l’acqua e’ piu’ blu’,a cura di Italo Gnocchi.In questi giorni molti gli omaggi in tv: dopo Matrix, Tv7 e uno speciale di Tg2 Dossier, Canale 5 riproporra’ il concerto-tributo.

SportJournal- Corso Arbitri di calcio 2008/2009

OPPORTUNITA’ Journal

Corso Arbitri

I corsi arbitrali gratuiti di calcio e calcio a 5 per uomini e donne di età compresa tra i 15 e 35 anni inizieranno a Spoleto e Foligno nel mese di Ottobre.
Il corso sarà strutturato in una serie di lezioni tecniche interattive inerenti al regolamento del gioco del calcio che avranno luogo nelle rispettive sedi locali alle quali dovranno essere opportunamente accompagnate le adeguate fasi di studio individuale ed autoapprendimento.

Al termine del corso previsto per il 28 Novembre avranno luogo una prova scritta e orale per verificare lo stato di apprendimento raggiunto riguardo il regolamento e una prova atletica al fine di verificare se il grado di allenamento sia sufficiente per dirigere la gare.
Coloro che diventeranno arbitro potranno usufruire della tessera FIGC che dà libero accesso a tutti gli stadi italiani per le partite di Serie A e Serie inferiori.
Le partite arbitrate constano di un congruo rimborso spese forfetario , essere iscritti alla A.I.A. inoltre permette di percepire i crediti formativi scolastici ai studenti delle scuole Superiori.
Per ulteriori chiarimenti si prega di visitare il sito web http://www.aiafoligno.it o di contattare i numeri telefonici 0742/23744 dal lunedì al venerdì dalle ore 18 alle ore 20 oppure il numero 335/7858817, Termine ultimo d’iscrizione il 4 Ottobre.

spot redazione journal group

www.lumbriadeisapori.it

folignonews.it spoletonews.it norciaonline.it
casciaonline.it valnerinanews.it

SPOLETOJOURNAL- “MaratonAvis”

A Spoleto la

5ªEDIZIONE

Domenica 14 settembre l’Avis di Spoleto organizza la 5ª “MaratonAvis”, evento teso ad aumentare il numero delle donazioni di sangue e a sensibilizzare la cittadinanza, anche coloro che non possono donare, sulle attività della locale associazione volontari italiani del sangue. La manifestazione è organizzata in collaborazione con la società sportiva Olimpia e con il patrocinio del Comune di Spoleto. Sono previsti oltre 200 partecipanti. Si partirà alle ore 9 da piazza Garibaldi; verranno effettuati tre giri del centro storico di Spoleto, per un totale di 9,5 chilometri. Il primo assoluto della categoria maschile riceverà il “trofeo Giovanni Carlini”, indimenticabile presidente dell’Avis spoletino. Si ripete così la tradizione di fare memoria, nel giorno della maratona, di un presidente Avis scomparso. A tutti verrà dato un attestato di partecipazione. E’ possibile iscriversi presso la sede Avis in via F.lli Cervi, 19 – Spoleto; tel. 0743/223136.