REDAZIONEJOURNAL-SCRIVIAMO UN LIBRO INSIEME! TESTO DI LEONILDE GAMBETTI

SPOLETO-UMBRIA-ITALIA-MONDO

SPOLETOCLICK-SCRIVIAMO UN LIBRO INSIEME! TESTO DI LEONILDE GAMBETTI

SCRIVIAMO UN LIBRO INSIEME- mariolinasavino@libero.it

__________________________________________

SCRIVIAMO UN LIBRO INSIEME UNA INIZIATIVA DELLA REDAZIONE DI WWW.SPOLETOCLICK.IT SCRIVI A mariolinasavino@libero.it

La memoria del sasso di Leonilde GAMBETTI

20.000 A.C.………fredda…………………………… dura……………………………………………………………………………………………………………………………………….. tagliente…………………. Erano millenni che stava lì Non sapeva neanche lei quanto tempo era trascorso da quando i suoi atomi avevano iniziato ad aggregarsi. Ricordava vagamente di un passato liquido e poi una stretta, un aggancio, la sensazione che non ci fosse più spazio, una specie di morsa che le bloccava i movimenti. Non sapeva esattamente quando aveva preso la consapevolezza di essere diventata quello che era, solida, le sembrava di essere stata sempre così, immobile e un po´ annoiata. Intorno a lei era tutto uguale. Percepiva talvolta un calore insistente, un fruscio, un suono, qualcosa di fluido che le scorreva addosso, un vento algido, un insieme di molecole che si spostavano, ma lei ne era al di sopra, rigida, immobile, chiusa nella sua nuova eternità. Finché un giorno un colpo secco, potente e deciso la strappò dalla sua immobilità e la gettò a terra……………………….. terra Cos´era la terra? Quasi come lei, dura, ma a volte sbriciolata E dov´era prima? Ah si ,sulla roccia, quella sorta di grande madre che ad un certo punto la conteneva…… Un uomo barbuto e primitivo la guardava …….hu-hu…… Ai suoi occhi lei era una splendida selce, la più tagliente e la più dura di tutte quelle che erano state finora trovate dagli uomini del suo villaggio. L´uomo guardava la selce. La toccava, ne valutava lo spessore, la grandezza, la resistenza… sembrava sorridere. Felice, con la pietra stretta nella mano ruvida….hu-hu….correva verso il villaggio. Era il suo trofeo più bello. La mostrò orgoglioso a tutta la tribù…hu- hu… Con molta cura la pulì e la rese ancora più tagliente. L´attaccò saldamente al suo bastone e fiero andò a caccia con la sua nuova lancia. Da quel momento iniziò il lungo periodo di gloria della selce. Avvertiva continui spostamenti. A volte fendeva l´aria, tranquilla; a volte una scossa la percorreva e si trovava a penetrare pelli irsute, muscoli tesi e un liquido rosso la bagnava; a volte era accarezzata dalle mani dell´uomo che l´appuntiva e la graffiava deciso ,ma con attenzione e cura. L´uomo, sempre al suo fianco, era soddisfatto. Correva, uccideva, scalfiva. Molti animali caddero sotto di lei…………..era un delirio……..uomini che ballavano alle luci dei falò, donne che lanciavano urla altissime, le pelli dei tamburi vibravano con vigore….. un delirio. Anche lei riusciva a sentire la venerazione del gruppo. Quando la lanciavano in aria e dritta colpiva la preda, tutti gli occhi erano su di lei………….. anche quelli dell´animale in agonia, che incredulo domandava muto al cielo quale dio era arrivato ad ucciderlo. Percepiva la gloria. Si sentiva giusta, precisa, implacabile…come la mano dell´uomo che la guidava e che impercettibilmente cambiava con il tempo……………………………… ……………………………………………………….il tempo………………………….. …………………cos´era il tempo? Ah si, una specie di movimento, uno spostamento lieve… La mano che la stringeva cambiava, leggermente, ogni volta. impaziente, avventata …decisa, spavalda…. vigorosa, fredda… dolce, accondiscendente… nodosa, sudata…leggermente imprecisa, appena stanca……………………………………….. diventava un´altra, incredibilmente giovane, nuova, più piccola. La mano cambiava pur rimanendo uguale. …………………………. Una mano………………………………………………………… …………………………………………cos´era una mano? Una stretta calda e un po´ umida, l´energia del colpo vibrato, il movimento impresso. Divenne importante. Lei divenne importante, la mano dell´ uomo ora era ornata di monili, la sua faccia dipinta di rughe crudeli, il capo coperto da piume e corone. La mano, come premio, la incastonò nel bastone intarsiato insieme a piccole pietre colorate che le facevano da corona. Erano luminose, lo capiva, ma non avevano il potere di uccidere. Nulla di più di un ornamento. Lei era la regina, al centro. E quando la mano alzava lo scettro, una folla chinava il capo Era il simbolo del potere…………………………………………………… ………………cos´era il potere? uomini che si piegavano, guerre, a volte morte, a volte vita …… …..di più non capiva…………………………………… Un giorno la mano si aprì, un lungo urlo coprì tutto, come una pioggia maligna, un piccolo filo rosso scese dalla bocca. La mano mollava la presa, la morte arrivò in fretta………….si, era lei……….cos´era la morte? Una mano immobile…..per sempre….più immobile di una roccia? Si, e un soffio nel petto che non esce, ma è lì, si vede che è lì, prima o poi uscirà…non può non uscire………..la morte è l´attesa eterna di un respiro che non esce. La seppellirono insieme alla mano che a lungo l´aveva impugnata e che tanto l´aveva amata da tramandarla in dono ai suoi figli. Era finita, la mano che l´aveva per secoli tenuta, era morta. Si capiva dalle manciate di terra che le gettavano addosso. E lei era al suo fianco,orgogliosa, appoggiata nella mano che non stringeva più nulla. Era tornata ad essere immobile, staccata dalla sua roccia madre che a malapena ricordava, nella mano che prima era movimento e ora…era terra, nella terra…senza soffio. . 19/07/D.C. Un colpo secco, potente e deciso la strappò dalla sua immobilità e un fascio di luce violenta la colpì. La selce era lì, da quanto non ricordava, ma era lì e nel quadrato di cielo sopra di lei un viso barbuto la guardava… Agli occhio dell´uomo lei era una splendida selce, la più tagliente e la più dura di tutte quelle che erano state finora trovate dagli uomini che, come lui, cercavano tracce del passato, memorie di storie. L´uomo guardava la selce. La toccava, ne valutava lo spessore, la grandezza, la resistenza… sembrava sorridere. Felice, con la selce stretta nella mano ruvida….huu….correva verso l´accampamento. Era il suo trofeo più bello. La mostrò orgoglioso a tutta l´equipe…huuu… Con molta cura la pulì riportandola allo splendore di un tempo e dopo un lungo viaggio in aereo la depose in una teca del museo più importante di Parigi. Mille riflettori erano puntati su di lei, mille sensori di allarmi, umidità e antincendio la circondavano. Mille flash la immortalavano e finì sulle prime pagine dei giornali di tutto il mondo. Era cominciata una nuova era di gloria e splendore. Un´era statica, per così dire, ma lei era una pietra, non le dispiaceva l´immobilità. Si sentiva coccolata e apprezzata. Leggeva negli occhi degli uomini curiosità e interesse per la mano che l´aveva stretta, ma anche per lei che in fondo era rimasta integra e incorrotta dal tempo. Lei era la stessa, ancora più affascinante, lo sentiva. Milioni di visitatori andavano a vederla e il museo registrava ogni giorno il “tutto esaurito”. Piero Angela, affascinato, fece un´intera trasmissione su di lei, raccontando la sua storia. 19/04/08 ore 21,30 Un televisore acceso sintonizzato su RAI 1 trasmette Superquark. La voce di Piero Angela racconta: …………. fredda…………………………………dura……………………………………………………………………………………………………………….. tagliente…………………………….. Erano millenni che stava lì Non sapeva neanche lei quanto tempo era trascorso da quando i suoi atomi avevano iniziato ad aggregarsi…………………

Annunci

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...