T-Red la croce degli automobilisti anima il dibattito nel PDL

Presso la sala della Vaccara di Palazzo dei Priori, si è tenuta la conferenza stampa del gruppo comunale di Forza Italia sul tema T-Red alla luce degli ultimi sviluppi delle inchieste giudiziarie da parte della Procura di Milano. Erano presenti all’incontro con la stampa, oltre ai rappresentanti di F.I. Monni, Fronduti e Sorcini, anche il capogruppo D.C. Carmine Camicia e quello di A.N. Giorgio Corrado. In apertura di conferenza, il capogruppo Massimo Monni, prendendo spunto dai fatti apparsi in questi giorni sulla stampa, ha avanzato una riflessione: “il Comune di Perugia, a fronte di ciò che sta accadendo in altre parti d’Italia su questioni identiche, sembra essere una sorta di zona franca, perchè non viene mai toccato da indagini e controlli. L’esempio è rappresentato da quanto accaduto per la questione del buco di bilancio ed oggi da quella dei T-Red, culminata con l’arresto dell’Amministratore delegato della Citiesse, ditta fornitrice degli apparecchi di rilevazione automatica delle multe ai semafori. E tutto questo immobilismo in città nonostante Perugia sia finita spesso nell’occhio del ciclone anche attraverso trasmissioni televisive di livello nazionale che hanno accertato fuori di ogni dubbio le irregolarità nel sistema T-red. Questa situazione ci preoccupa fortemente, così come siamo fortemente preoccupati per il fatto che il Comune di Perugia ha deciso da tempo di presentare gli appelli in Tribunale contro le sentenze dei Giudici di Pace nonostante il parere contrario dell’Avvocatura Comunale”. Il rischio – ha continuato Monni – è che l’Amministrazione pubblica risulti soccombente anche in sede di appello, aggravando il peso economico dell’intera operazione sulle casse del Comune e, di conseguenza, sulle spalle dei cittadini. “Di fronte a questa situazione a breve decideremo come PDL quali iniziative assumere, ma di certo non ci fermeremo qui. A Perugia politicamente dobbiamo prendere, in qualità di opposizione, decisioni importanti per tutelare fino in fondo i nostri concittadini”. Sulla stessa lunghezza d’onda Armando Fronduti che, in avvio, ha ricordato le tante iniziative assunte dal centro-destra sul tema T-Red a partire dall’anno 2006, tutte finalizzate a smantellare un sistema oggi finalmente smascherato dalla Procura di Milano, secondo cui sarebbe configurabile addirittura il reato di associazione per delinquere. “La verità è che l’installazione in tutta Italia dei T-Red ha fruttato alla Citiesse la somma spaventosa di 9 milioni di euro, per un totale di oltre 300.000 multe elevate, comprese quelle di Perugia. Questo sistema, oggi demolito dalla Procura di Milano, si è basato sostanzialmente su alcune operazioni che noi, come PdL, abbiamo sempre denunciato: mi riferisco alla mancanza di qualsivoglia gara d’appalto da parte del Comune per affidare il servizio, ma anche alle tarature discutibili delle macchinette T-Red, con ingente riduzione del tempo del giallo, finalizzata ad ottenere i massimi risultati in termini di sanzioni elevate e di conseguenti somme introitate”. Fronduti ha poi puntato il dito contro l’Amministrazione Comunale e l’Assessore competente, rei di aver rifiutato qualunque tipo di dialogo con l’opposizione, le associazioni, i sindacati ed i cittadini, trincerandosi dietro un’arroganza, ritenuta inaccettabile. “Ed oggi si vedono le conseguenze di questo atteggiamento; per questo è giunta l’ora che i cittadini chiedano all’Amministrazione la restituzione delle somme pagate per multe ingiuste, ma anche il risarcimento dei danni morali e materiali subiti. In buona sostanza quello di Perugia è stato un sistema politico che non ha avuto mai l’umiltà di riconoscere gli errori commessi. Il nostro rammarico, infine, è che, nonostante le nostre sollecitazioni e denunce, le Autorità competenti, ossia Prefetto e Procura della Repubblica, non hanno assunto iniziative concrete per far luce sul problema. Speriamo che la spinta decisiva oggi arrivi da Milano”. Piero Sorcini, anche in qualità di Vice Presidente del Consiglio Comunale, ha preannunciato che, in considerazione della gravità e complessità della vicenda, chiederà di convocare una seduta monotematica della massima assise perugina per trattare con dovizia di particolari dell’intera questione, che tocca da vicino le tasche dei perugini. Nel corso della seduta verrà presentato un documento a firma di tutta l’opposizione, con cui si interrogherà la Giunta sull’opportunità di portare avanti gli appelli avverso le sentenze dei Giudici di Pace. “Una cosa è certa dopo tutti questi mesi: il fine dell’operazione T-Red non è mai stato quello della tanto sbandierata sicurezza stradale, quanto quello di battere cassa. Ed oggi, dopo quanto accaduto a seguito delle indagini della Procura di Milano, è giunto il momento che, in Consiglio Comunale, l’Assessore competente ed i dirigenti di settore ci riferiscano i motivi dell’iter seguito, delle discutibili scelte operate e delle intenzioni per il futuro”. Chiusura di conferenza a cura del capogruppo D.C. Carmine Camicia, che, nel ricordare anch’egli le innumerevoli iniziative politiche assunte nel tempo dal centro-destra sul tema T-Red, ha chiesto il perchè, a distanza di oltre un anno dalla sua apertura, l’indagine pendente presso la Procura della Repubblica di Perugia non sia giunta ad una conclusione. “Mi sembra strano, infatti, che nelle altre città italiane nelle quali sono stati installati i T-red sia avvenuto un “pandemonio”, mentre a Perugia, ove sono accadute le medesime cose, la Magistratura non si sia fatta sentire. In considerazione di ciò, come PdL, invieremo a breve una lettera urgente al Ministro della Giustizia, affinchè a Perugia vengano inviati degli ispettori per far luce sulla situazione T-Red. Resta il fatto che nella nostra città c’è qualcosa che non ci convince: ogni iniziativa giudiziaria, ogni accertamento si ferma alle porte dell’Umbria e di Perugia in particolare, senza che vi sia una motivazione apprezzabile. In ogni caso il PdL continuerà a vigilare ed a svolgere il suo compito, perchè Perugia vuole giustizia e non basta quella garantita dalle sentenze dei Giudici di Pace. Queste ultime, peraltro, verranno tutte appellate dal Comune, con aggravio di costi in capo agli incolpevoli cittadini”.Uj

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