Sj- Il vice sindaco Daniele Benedetti spiega i criteri e gli elementi innovativi del PRG

PIANO REGOLATORE

GENERALE

SPOLETO


Mentre passano al vaglio del Consiglio comunale le 251 osservazioni al PRG, è il vice sindaco Daniele Benedetti con delega alla pianificazione urbanistica a spiegare la filosofia e gli elementi di novità del principale strumento di pianificazione urbanistica del territorio.
“Il percorso di lavoro e di programmazione che abbiamo portato avanti in questi anni ha avuto sempre quale principale obiettivo quello di pianificare uno sviluppo urbanistico coerente in tutto il territorio comunale, capace di mettere in stretta relazione il centro storico e le frazioni. Abbiamo voluto dare priorità alla vivibilità di tutte le aree interessate e avere come riferimento la piena fruibilità di queste da parte dei cittadini, prevedendo aree verdi, parcheggi e luoghi di aggregazione sociale e dando spazio al miglioramento ambientale, infrastrutturale e viario”.
Un Piano Regolatore Generale che non si configura solo quale punto di arrivo di un lavoro che ha coinvolto tutte le strutture tecniche comunali, ma è la base di una progettazione che continuerà anche dopo l’approvazione da parte del Consiglio comunale.
Il passaggio immediatamente successivo al PRG sarà, infatti, la definizione del regolamento per l’ornato pubblico e del regolamento edilizio: il primo permetterà l’avvio di micro-interventi volti a individuare specifiche tipologie di arredi urbani, mentre il secondo renderà possibile la definizione delle tipologie di ristrutturazioni consentite nel centro storico, favorendo ed incentivando al contempo l’utilizzo delle tecniche di bio-edilizia e di fonti di energia rinnovabile.
“In questi anni la città ha vissuto il recupero di molti edifici, sia pubblici che privati che ha permesso un ammodernamento strutturale necessario, soprattutto nell’area del centro storico. È evidente che, in un quadro di pieno recupero del centro, la ristrutturazione dei palazzi storici di Spoleto ha rappresentato solo una prima fase, di per se non sufficiente a garantire una nuova vita alla parte più antica della città. È per questo che dopo l’approvazione del PRG, che potremmo inquadrare come la seconda fase di questo percorso, andremo avanti mettendo in campo tutta una serie di misure, coerenti con il Piano Regolatore, che permetteranno ai cittadini di riappropriarsi del centro storico, di viverlo quotidianamente e di tornare a pensarlo quale cuore pulsante della città. Per far questo abbiamo fatto in modo che il Piano Regolatore fosse modulato e messo in stretta relazione anche con il progetto di Mobilità Alternativa, in modo da rendere ancora più evidente l’idea di città a cui questa amministrazione si è ispirata fin dall’inizio: una città libera dalle auto, interamente a dimensione d’uomo, in grado di collegare le sue aree di maggiore interesse attraverso percorsi di mobilità dolce, dotata di servizi innovativi, alcuni dei quali da realizzare con la collaborazione delle società di trasporto e delle reti produttive del commercio e dell’artigianato. Pensiamo ad esempio, a servizi rivolti a cittadini e alle imprese per l’approvvigionamento, la distribuzione ed il recapito a domicilio di merci, anche a basso impatto ambientale”. “In questo contesto – ha aggiunto Benedetti – si inserisce anche l’individuazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica all’interno del centro storico, che mirano ad incentivare l’abitabilità, soprattutto in riferimento alle giovani coppie, di questa parte della città,”.
Da qui la necessità di individuare nel PRG, da una parte, tutte le vie commerciali della città e rendere finalmente possibile, con l’approvazione entro la fine dell’anno dei Piani del Commercio, la definizione delle specifiche vocazioni del centro storico rendendolo così perfettamente integrato in una rete di servizi e di collegamenti da riportare all’interno del centro storico.
“Il lavoro di analisi e di ricerca effettuato – ha spiegato Benedetti – è servito non solo a definire i criteri seguiti per la stesura del PRG, ma è stato indispensabile per creare un sistema coerente con quanto previsto nei Piani del Commercio, nel Programma Urbano Complesso di seconda generazione e nel PIAT. Tutto questo è stato possibile grazie all’individuazione, da parte dell’amministrazione comunale, di un settore di Pianificazione Strategica che ha messo in sinergia l’area dello Sviluppo Economico con quelle della Pianificazione Urbanistica e della Progettazione, Ambiente e Territorio. Un passaggio di notevole importanza che ha permesso, tra l’altro, di  effettuare uno studio idraulico ed idrogeologico approfondito che, definite le fasce di rispetto, vieti categoricamente la possibilità di edificare nelle zone più sensibili, ossia quelle a rischio di allagamento”.
“Ci sono un paio di elementi, tra gli altri, che danno comunque il segno del livello di attenzione e di coerenza di questo PRG – ha tenuto a sottolineare il vice sindaco – Innanzitutto l’aver previsto una serie di coni visuali, siamo stati uno dei pochi Comuni dell’Umbria a farlo, in grado di fornire le altezze e le tipologie degli edifici così da preservare l’ambiente e il paesaggio da costruzioni eccessivamente impattanti; e poi l’essere riusciti ad effettuare una mappatura completa di tutti i siti archeologici presenti del nostro territorio, creando una rete di itinerari turistico-culturali sia all’interno che all’esterno della città”.
“Il nostro desiderio è di portare a compimento un progetto di città vivibile, attenta alle tematiche dell’ambiente e all’utilizzo delle nuovi fonti d’energia rinnovabile. Allo stesso tempo vogliamo che Spoleto abbia in se tutte le potenzialità per proseguire il percorso di sviluppo economico messo in campo in questi ultimi anni e per continuare ad essere un punto di riferimento culturale importante sia in Italia che all’estero”.

Spoleto, sabato 20 settembre 2008

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