Sj- L’antiberlusconismo, una minestra riscaldata che ha fortificato il Premier e non ha giovato alla sinistra

L’EDITORIALE

di Mariolina SAVINO

A meno di sei mesi dall’ingresso del nuovo Governo, continua il fermento delle iniziative, l’operosità dei ministri e in prima linea la forza motrice di Letta e Berlusconi.

Eravamo abituati a vedere Ministri e sottosegretari che demandavano ad altri le funzioni facendo i registi comodi in poltrona e partecipando di tanto in tanto a qualche conferenza dove l’applauso era di rito. Nessuna chiedeva “che ha detto?” si applaudiva per buona educazione e poi tutti a casa che un piatto di minestra “ci è scappato sempre”.

Intanto è cresciuta la maleducazione degli scolari sempre più aggressivi e intolleranti verso i genitori, le maestre e i compagni di scuola. Sono proliferati i danni di un malcontento generale per la insicurezza nelle città e via via nei piccoli centri, è divenuta ingestibile la questione dei clandestini e degli immigrati, la sanità ha cominciato a mostrare le crepe di un sistema non sempre di eccellenza, i muri italici, ormai un enorme graffito senza soluzione di continuità, e in tutto questo, fra un euro mal controllato e l’inflazione, lo stipendi dell’italiano medio è andato a farsi benedire.

Intanto gli emolumenti dei dirigenti hanno fatto capitomboli al rialzo in maniera vertiginosa, mentre il divario fra ricco e povero è sempre più marcato.

Tutta colpa della sinistra?

Assolutamente no.

Tutti hanno contribuito a questo enorme colabrodo dove i cittadini speravano di trovare sponda almeno in quel centro sinistra che invece, non ha dimostrato la maturità necessaria per gestire situazioni diverse in un’Italia che, stancamente stava cambiando di giorno in giorno.

Il pane di questi anni per molti politici è stato l’antiberlusconismo, come se le proprie falle si potessero nascondere come la polvere sotto il tappeto.

Ma non è nel denigrare qualcuno, che si risolvono i problemi e si possono condurre strategie mirate verso il futuro, di un grande paese quale è l’Italia.

Adesso, dopo un cenno di distensione iniziale ci risiamo, Berlusconi è l’obbiettivo principe con la tecnica perenne della critica a prescindere, mentre si cerca di frenare quell’Italia che ormai vuole svincolarsi da un modo vecchio e noioso di fare politica.

Le riforme tanto auspicate vengono criticate, prima non andava bene niente, ora si tenta di guardare al passato.

Se gli italiani hanno votato il centro destra e questa compagine ha vinto in maniera chiara e netta le elezioni, bisogna prenderne atto, le chiacchiere, i proclami, gli attacchi sui giornali non possono ormai frenare una squadra che dimostra operatività assoluta e continuata.

Garibaldi disse che dopo aver fatto l’Italia, la cosa più difficile era formare gli italiani.

Ancora oggi la nostra penisola è di difficile gestione a causa di tanti fattori strutturali, economici e di sviluppo dove tutti i politici hanno avuto una responsabilità più o meno grande, mentre altri hanno saputo giocare le carte giuste ottenendo grandi risultati in alcuni territori.

Anche la CGIL continua a voler trattare con un sistema ormai consumato, la Marcegaglia scarica Epifani e lo sfida, “andremo avanti senza la sua firma”, dice sicura di sé, controrisposta “trattativa finita ma io dal tavolo non mi nuovo” risponde Epifani.

Non abbiamo finito di digerire la campagna elettorale delle politiche che già insidiosa parte quella delle amministrative che non sarà la solita minestra, questa volta è in gioco l’onorabilità della sinistra che vuole mantenere un potere che vede lentamente scivolare via dalle mani. Tanto a Porta a Porta che in altre trasmissioni si assiste allo scambio di accuse, ricominciando una giostra che urta la suscettibilità del telespettatore che tra l’altro paga per vedere lo “scazzo in TV”.

Forse, in questo periodo particolare dove le Borse hanno la febbre a quaranta e di crisi mondiale dell’economia dal quale nessuno ne uscirà indenne e nulla potrà essere come prima, sarà il caso di pensare positivo, e rinnovare la politica abbandonando sterili polemiche, facendo una opposizione costruttiva volta a migliorare servizi, qualità della vita, stipendi, pensioni e riportare la nazione al meritato splendore nel panorama dei grandi. Lasciare ai giovani la possibilità di dimostrare sensibilità politica, strategica e di impegno sociale, dopo sessantanni di cose buone e cose meno buone.

In buona sostanza una nuova sinistra compatta e moderna necessaria e indispensabile per gli equilibri nazionali, dove il traghettatore viene individuato più in Dalema che in Veltroni, un centro che deve decidere finalmente da che parte stare e una destra che si è rinnovata ma che ancora, deve fare i conti con Storace.

Ormai l’Italia bipolare è sempre più una realtà che può e deve superare inutili e controproducenti schermaglie politiche e riportare, anche se faticosamente, la nostra bella e cara Italia a navigare in acque tranquille.

Annunci

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...