ValtopinaJournal- La cittadina umbra in testa nel nuovo piano di Protezione Civile


Valtopina, 18/10/2008

“Ci siamo molto divertiti –dicono i ragazzi- ed abbiamo anche capito quali sono i compiti del sindaco come autorità di protezione civile.

Dal nostro inviato

Gilberto SCALABRINI

E’ venerdì 17. Una pioggia torrenziale ingrossa le acque del Topino e il fosso Serrone rischia di tracimare a valle trasformando in una trappola mortale case, scuole, fabbriche e botteghe. Persone in fuga verso spazi di salvezza, caos totale e panico. Scatta l’allarme “rosso” e nel piccolo comune di Valtopina il sindaco e i tecnici della protezione civile fanno scattare subito il piano operativo. Si evacua la scuola elementare e media. Alunni e insegnanti si radunano nel punto di raccolta più sicuro. Si attende il cessato allarme.
Fortunatamente è solo un’esercitazione. Si vogliono testare sul campo le linee d’intervento del nuovo piano di protezione civile e il risultato va oltre le aspettative.
“Abbiamo scelto il rischio esondazione –dice il sindaco Giuseppe Mariucci- perché l’ultimo tratto del Serrone è intubato e a monte c’è il rischio che l’ostruzione possa farlo tracimare in caso di una forte perturbazione. In questa ipotesi la corsa delle acque potrebbe interessare il villaggio scolastico. Il fosse è monitorato ogni volta che piova e si sta valutando l’opportunità di un intervento per scongiurare ognbi possibile rischio. La bonifica umbra infatti sta progettando delle briglie e una vasca di accumulo con il conseguente spostamento del deflusso delle acque in un altro fosso meno pericoloso”.
Dopo l’evacuazione, gli studenti più grandi, quelli delle classi quinte e della terza media, hanno preso parte presso il Coc (Centro operaivo comunale) da una lezione tenuta dal disaster manager Ugo Corbelli, responsabile del settore protezione civile del comune. Attraverso la proiezione di alcune s lite hanno potuto capire meglio il territorio e i punti critici.
“Ci siamo molto divertiti –dicono i ragazzi- ed abbiamo anche capito quali sono i compiti del sindaco come autorità di protezione civile. E’ lui che assume la direzione ed il coordinamento dei servizi di soccorso e di assistenza alla popolazione, provvedendo ad organizzare gli interventi necessari ed a segnalare immediatamente l’evento al Presidente della Provincia ed al Centro Situazioni regionale. Abbiamo visto anche come sono suddivise le competenze e come i componenti mettono a disposizione la proprie professionalità per fronteggiare l’emergenza”.
Il nuovo piano di protezione civile però riguarda anche altre criticità, come abbondanti nevicate, incendi boschivi, terremoti, frane e trasporti.
“La Provincia di Perugia –spiega Mariucci- aveva a suo tempo attivato un programma di raccolta dati finalizzato all’elaborazione informatizzata dei piani di emergenza comunali e provinciale. L’obiettivo era quello di realizzare il sistema con la partecipazione dei 59 comuni della provincia e di altri enti operanti nell’ambito dell’emergenza, supportando direttamente gli enti locali disponibili alla elaborazione. Siamo stati subito disponibili e grazie alla collaborazione dei nostri tecnici e di quelli provinciali, tutti usciti dal corso di laurea di Foligno, nonchè dei volontari del gruppo comunale, abbiamo individuato e pianificato tutti gli scenari di rischio prevedibili e le procedure necessarie alla gestione”.
Adesso il piano sarà partecipato alla popolazione attraverso le norme del “buon comportamento”.
Domani si svolgerà pure un convegno sui rischi e Mariucci difenderà a spada tratta i laureati in protezione civile,perché “sono i tecnici più qualificati per dare contributi e risposte concrete alle nostre realtà”.
Parlerà pure delle nuove responsabilità dei sindaci e delle difficoltà dei borghi dopo i tagli delle risorse da parte dello Stato.
“I sindaci dei piccoli comuni –dice- hanno enormi difficoltà a stare dietro alle tante responsabilità a cui sono chiamati a rispondere. Per questi motivi molti miei colleghi, a capo di amministrazioni con meno di 3.000 abitanti, non si ripresenteranno più alle prossime elezioni. Io, per esempio, che sono dipendente di un ente pubblico, ho solo 48 ore di permessi al mese. Tutto questo è assurdo per svolgere bene il proprio mandato”.
Al convegno parteciperanno anche l’assessore regionale Vincenzo Riommi, l’assessore provinciale Carlo Antonini, i sindaci dei comuni limitrofi, il presidente della Comunità Montana Giancarlo Picchiarelli, il rappresentante dell’Anci e un osservatore del dipartimento nazionale di protezione civile.


Annunci

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...