NORCIAJOURNAL- Magna Carta a Norcia E LA GELMINI IN DIRETTA A SKY

Altro successo di Magna Carta a Norcia

Norcia, 21/10/2008

Al convegno “Educazione e libertà” numerose e illustri presenze.

La città di San Benedetto si è confermata ancora una volta all’altezza di un evento di riguardo come quello promosso lo scorso fine settimana dalla Fondazione Magna Carta presso il palazzo comunale: un appuntamento ormai tradizionale, incentrato sulle riflessioni etiche, politiche, sociali e filosofiche nell’ambito del ciclo di incontri “A Cesare e a Dio”.
Quest’anno il tema scelto dagli organizzatori e dibattuto da illustri personalità del mondo accademico, religioso, scolastico e politico, tra questi lo stesso ministro dell’istruzione Mariastella Gelmini e il senatore Gaetano Quagliariello, è stato “Educazione e libertà”. Un tema più che mai centrale a livello mediatico in questi giorni, anche se scelto – ha voluto precisare il presidente di Magna Carta Quagliariello – in occasione del convegno dello scorso anno. Ad accogliere il ministro Gelmini, lo scorso sabato pomeriggio, sono stati il commissario straordinario del Comune di Norcia Giancarlo de Filippis e il Prefetto della Provincia di Perugia Enrico Laudanna. “L’argomento di riflessione di quest’anno – ha affermato de Filippis in apertura dei lavori – è particolarmente stimolante. I nostri giovani hanno bisogno di guide e punti di riferimento stabili, in grado di educarli alla libertà, ma sempre nel rispetto del prossimo. Questo è un compito affidato a tutti noi, alla società e alle istituzioni”. E a tutti noi oggi si impone una riflessione e un’autocritica a proposito dell’emergenza educativa e del sistema scolastico. “Un sistema – ha più volte sottolineato il senatore Quagliariello – che sta versando in grave crisi, negli orientamenti, nei contenuti e persino nelle strutture. E oltre al sistema scolastico – ha aggiunto – ad andare in crisi, talvolta fino a scomparire, sono state anche diverse agenzie educative, a cominciare dalla famiglia, oggetto di una progressiva disgregazione, passando poi alle parrocchie, agli oratori e alle altre agenzie di aggregazione come l’universo sportivo, oggi sempre più palestra di affermazione sociale”. La parola è quindi passata al ministro Gelmini che ha difeso punto per punto la sua riforma della scuola, a partire dal maestro unico, il voto in condotta e le classi d’ingresso per i bambini immigrati, auspicando “una grande alleanza educativa tra scuola, famiglia e media per poter migliorare il sistema della scuola e dare ai giovani una formazione di qualità, in termini di capacità, talento e educazione”. Da qui l’esigenza del ritorno del maestro unico alle elementari. “Un provvedimento – ha tenuto a ribadire – non legato ad esigenze di bilancio o a un calcolo ragionieristico ma a precise finalità didattiche e formative del bambino, nei primi anni di scuola bisognoso non di uno specialista ma di una figura guida e di un modello di vita da seguire”. E sulla missione educativa della scuola “il voto in condotta – ha spiegato – non vuole essere uno strumento punitivo ma educativo, volto a premiare i comportamenti virtuosi, a correggere e a migliorare gli studenti”. A proposito delle classi di ingresso per i bambini immigrati, invece, ha voluto precisare che “non si tratta di ghettizzare e di emarginare nessuno. Parlare di razzismo – ha detto – è fuorviante. I ragazzi di dieci-undici anni da poco arrivati in Italia e con una famiglia che non parla la lingua italiana e proiettati direttamente nelle classi normali avrebbero grandi difficoltà di apprendimento e non riuscirebbero a portare avanti un progetto formativo per la loro vita. Abbandonarli a se stessi sarebbe di fatto un atto contro l’integrazione nella scuola”. Dal ministro sono arrivate anche rassicurazioni sulla paventata chiusura delle scuole di montagna. “In merito a questo argomento – ha ribattuto – sono state dette solo bugie. Gli istituti di montagna non chiuderanno. Il decreto prevede solo l’accorpamento delle amministrazioni, delle segreterie e dei presidi. E questo al fine di non disperdere ulteriori risorse economiche che oggi sarebbero servite per rilanciare la scuola”. E sulle ipotesi dei tagli del personale ha detto: “Il nostro obiettivo è quello di contenere la previsione di un aumento di spesa. Ma questo non significa licenziare. Con la nostra riforma – ha detto – vogliamo limitare il numero degli occupati dentro la scuola e ridare dignità a quelli che sono i veri pilastri dell’istruzione, oggi i meno pagati in Europa”. “Dobbiamo avere il coraggio di voltare pagina – ha concluso – e ben vengano gli insulti di questi giorni se la nostra riforma servirà a migliorare le cose”. I lavori del convegno di Magna sono quindi proseguiti e terminati ieri mattina con gli interventi di Giancarlo Cesana, Professore di Igiene Generale e applicata all’Università degli Studi di Milano Bicocca e leader laico di Comunione Liberazione, del sottosegretario al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Eugenia Roccella ed del senatore Luigi Compagna.


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