TreviJournal- Il PD a Trevi fa il punto

TREVI
giovedì 6 novembre 2008
UNIVERSALITÀ E LA NATURA PUBBLICA DEL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE
fonte: redazione

“L’istituzione del servizio sanitario nazionale insieme alla legge 180 e alla 194 rappresentano grandi e civili riforme che hanno fatto migliore la storia di questo Paese. Oggi che il sistema pubblico è sotto attacco (con un governo che considera la scuola, la sanità e i servizi sociali come costi da tagliare), è necessario difenderlo con un investimento culturale e una consapevolezza collettiva diffusa che ne recuperi anche il valore etico.” Conclude così Carlo Antonini responsabile del forum welfare Pd Umbria i lavori del convegno organizzato dal forum regionale insieme al locale circolo del Partito Democratico sui trenta anni del servizio sanitario nazionale.
Soddisfazione è stata espressa dalla coordinatrice Tiziana Alleori per la qualificata platea presente fatta di medici, operatori del settore, dirigenti sanitari, esperti della materia come la professoressa Maria Antonia Modolo. Autorevoli e interessanti tutti gli interventi a partire dal saluto del sindaco Giuliano Nalli che ha sottolineato la necessità di integrare i servizi sanitari con quelli sociali, di potenziarli sul territorio, di fare rete per qualificare la spesa e il sistema. A seguire Francesco Merante che ha illustrato l’evoluzione del concetto di salute e Gaetano Mollo, presidente del corso di laurea in filosofia dell’Università di Perugia che ha esplicitato i concetti di coscienza sanitaria e di salute come dimensione dell’essere. Del ruolo centrale svolto dal sistema della aziendalizzazione ha parlato il direttore generale della Asl 3 Gigliola Rosignoli che nella maggiore integrazione tra ospedale e territorio vede un possibile argine al drammatico taglio delle risorse ad opera del governo. A rappresentare l’evoluzione della riabilitazione, che è a Trevi un fiore all’occhiello, ha contributo la professionalità di Mauro Zampolini. Al centro del dibattito con Bruno Benigni( dipartimento sanità e politiche sociali, Spi Cgil) la sentita esigenza di riorganizzare la medicina del territorio attraverso il modello della Casa della Salute che tante regioni italiane stanno sperimentando con successo. Un modello che, secondo Luigi Andreani, “trova la piena condivisione dei medici di medicina di medicina generale in quanto ben rappresenta l’anello di congiunzione oggi mancante tra ospedale e territorio.”

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