Mons. Fontana: “la Chiesa vi ringrazia per questa creature che avete in braccio”

Spoleto: grande festa in duomo con l’arcivescovo per i piccoli nati nel 2008 nell’ospedale di Spoleto

Spoleto, 29/12/2008

Mons. Fontana: “la Chiesa vi ringrazia per questa creature che avete in braccio”

La neve e il pungente freddo non hanno impedito, domenica 28 dicembre, ai piccoli nati nell’anno 2008 all’ospedale di Spoleto – poco meno di 600 – di salire nella chiesa cattedrale, per la consueta festa loro dedicata. I neonati, con i loro genitori, sono stati accolti in piazza duomo dal suono festoso di tutte e undici le campane della torre del duomo e da una melodia con zampogne, tipicamente natalizia. Un Babbo Natale ha distribuito dolci e piccoli regali ai bambini. L’arcivescovo di Spoleto-Norcia, mons. Riccardo Fontana, ha celebrato la messa nel giorno della festa della Santa Famiglia. Con il presule c’era parte del capitolo dei canonici e don Sem Fioretti, responsabile della pastorale familiare dell’arcidiocesi. Presente parte del reparto di Ginecologia e Ostetricia, con in testa il primario dottor Giulio Martines. C’era anche il sindaco di Spoleto, Massimo Brunini.
Mons. Fontana ha iniziato la sua omelia rivolgendosi ai genitori, definiti gli artefici di un coraggio che altri non hanno. “Le ragioni dei figli, ha detto, sono più importanti di tutto, anche dell’economia. Questa forse è la celebrazione più bella dell’anno, perchè ci sono i piccoli, che in chiesa non danno mai noia: non c’è lode a Dio più alta che le loro vocine. Voi, genitori, siete il segno e la forza che dà prospettiva alla nostra città. I figli non vanno solo generati, vanno anche cresciuti ed educati. Bisogna che la città e il territorio vi siano intorno: con i servizi necessari, con una rete educativa comune. C’è bisogno di una coralità: quando saranno giovani il lavoro ci sarà solo se insieme daremo futuro a questo territorio”.
Poi, il pensiero dell’arcivescovo è andati ai bambini. “I piccoli, ha affermato, sono immagine concreta della presentazione di Gesù al tempio. Sono anche l’identità collettiva di una storia che sarà tanto più bella, quanto più i loro genitori potranno contare su un crescente numero di adulti pronti ad aiutarli: su tutti noi. Un’antica decisione dell’Arringo medievale di Spoleto volle sul punto più alto del campanile del Duomo una sfera dorata, perché la luce riflessa aiutasse chiunque si fosse sperso nella valle a ritrovare le coordinate del vivere e la strada maestra. Quest’oggi, accogliendo i piccoli neonati, la città e la Chiesa trovano rinnovate armonie attorno a queste creature. La questione educativa ha oggi una sua oggettiva priorità su molte altre storie. Un eccessivo riferimento alla questione economica potrebbe essere quel venefico oppio che addormenta la società. L’uomo non ha soltanto da preoccuparsi per quel che ha da mangiare, ma anche su come esprimersi, come riuscire a cambiare il mondo con il lavoro e l’impegno sociale, quanto rispetto venga dato alla vita, dal suo primo sorgere, fino al suo naturale tramonto”.

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