Norciaclick, l’incanto della Sibilla affascina il mondo!

Parco dei Monti Sibillini

Natura e cultura nel loro intersecarsi, nel loro abbondare, nella loro integrità, sono gli elementi costitutivi del Parco dei Monti Sibillini, che fin nel nome esprime le atmofere magiche delle profezie della Sibilla Cumana, da sempre abitatrice di questi monti. Il parco si estende fra Umbria e Marche, e nel versante umbro comprende integralmente i territori comunali di Norcia e Preci. Le qualità sia naturali che vegetali e la morfologia montana, con una varietà di paesaggi cangianti al susseguirsi delle stagioni, sono anche il risultato di una attenta presenza dell’uomo, che ha trovato un giusto equilibrio tra le risorse disponibili e le esigenze di vita.
E così la natura ha regalato all’uomo abitante lo stupefacente paesaggio di Castelluccio, a 1500 metri di altezza, che domina un altipiano di migliaia di ettari, ed è a sua volta dominato dal Monte Vettore con la sua mole di 2470 metri; una vertigine di prospettive piane e di masse verticali, il trionfo dei contrasti che i filosofi chiamano “sublime”.
L’uomo ha lasciato dal suo canto segni che alla loro origine erano espressione di fede verso il Creatore e manifestazioni di appartenenza ad una comunità e che ora sono opere d’arte universalmente riconosciute.
L’ Abbazia di S. Eutizio, a pochi chilometri da Preci, roccaforte religiosa del VI secolo, espressione autentica di quel movimento benedettino che proprio in Valnerina ha tratto origine; la chiesa di S. Salvatore di Campi, che con i suoi due rosoni e due portali, dimostra come una società che cresce non deve necessariamente demolire il vecchio, per far posto al nuovo: il secolo XIV e il secolo XV convivono in uno stesso edificio; la Chiesa della Madonna Bianca ad Ancarano, straordinario edificio frutto di un susseguirsi di aggiunte architettoniche ed artistiche a partire dal secolo XIV, che sono altrettanti atti d’amore dell’uomo verso la propria terra.
Il lupo, che da sempre abita questi monti, è insieme realtà e metafora del parco.
Il lupo c’è perché da sempre c’è il suo unico antagonista: l’uomo, che sebbene ne abbia fatto oggetto di caccia, pure, suo malgrado, con la sua attività di allevatore è stato ed è il più importante fornitore di cibo.
Il parco è l’esito di questo dinamico scontro fra astuzie, insidie della natura e intelligenti rimedi dell’uomo, di questo equilibrio che sembra uscito dalle favole di Esopo.
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