SPOLETOJOURNAL RICORDA IL GRANDE MAESTRO GIAN CARLO MENOTTI

TRIBUTE TO G.C. MENOTTI
MONDO
martedì 7 luglio 2009
IL RICORDO DEL MAESTRO GIAN CARLO MENOTTI A SOLI DUE ANNI DAL CENTENARIO DELLA SUA NASCITA
fonte: direttore Mariolina SAVINO

ELIMINANDO QUELLA NEBBIA CALATA PESANTEMENTE A SPOLETO DOPO LA SUA SCOMPARSA, GIAN CARLO MENOTTI RIPOSA AL SOLE DI QUANTI ANCORA NE SENTONO FORTE LA MANCANZA

E come non avvertire il senso di vuoto e lo smarrimento di un così eccelso personaggio?
Ci vuole davvero una pietra al posto del cuore!
L’irriconoscenza è un macigno grande e infinito, che riesce per un tempo breve a cambiare la storia, ma il tempo è pure un gran dottore, che sa scegliere i momenti giusti per decretare la sentenza dei posteri, non sempre lucidi e attenti.

Oggi il Maestro è lontano dai clamori, ma è la sua grandezza immensa a fare rumore…

Spoleto non organizza un MENOTTI DAY (chissà se Francis è stato invitato?) , si limita ad un concertino in piazza così tanto per…, del resto parliamo di una rassegna ormai, più che di Festival internazionale o dei due Mondi!

Abbiamo apprezzato molto le parole di Alessandro Casali che in una intervista a Marcello Mignatti, ha dichiarato che un grande rilancio di un Festival ormai giunto alla fine, è fatto prima di tutto da grandi contenuti, da sponsor nazionali e internazionali e da manifesti che ne annunciano il programma a Roma come a Milano, come a Napoli o a Palermo, a Parigi come a Londra….
Sgarbi continua a battere cassa dicendo che la sua partecipazione è quasi a costo zero (?), ma in realtà i finanziamenti posti in essere dallo Stato non sono stati poi così esigui, qualche spettacolo buono c’è stato quest’anno, ma il Festival è ben altra cosa.

E nel giorno del ricordo dalla nascita del maestro c’è chi parla di festeggiamento a sproposito, visto che è una commemorazione, un plauso spontaneo a tanta vita donata in nome dell’arte.

Ci vuole tempo, e ancora una volta diamo ragione a Alessandro Casali che da Spoletino doc, sempre in giro per il mondo, riesce a guardare oltre l’orizzonte delle colline, andando dritto al problema.

Il Festival oggi è un prodotto, e ci vuole il coraggio di chiudere con il passato, cinquantanni di Festival dei due Mondi, punto!

Oggi la città, gli artisti, i commercianti dimostrano una forte volontà di rinvestire sul Festival di nuova generazione, basta osservare il successo di ROSSOBASTARDOLIVE ad esempio, o le numerose mostre che hanno riattivato quelle famose boutique di un tempo, a spese non certo della Fonadazione, ma personali di chi vuole con determinazione una rinascita autentica dell’evento, dando però a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio!

Il 2007 ha registrato nel giorno del 1 febbraio la scomparsa terrena di Gian Carlo Menotti, a luglio per opera di Francis si è svolta l’ultima edizione alla quale aveva lavorato il Maestro e checchè se ne dica non era poi così scadente come si è voluto far apparire.

Da quel momento in poi ha regnato la confusione, si è mossa la politica, si è tentato di tutto pur di imadronirsi di un evento che era già volato molto lontano.

Oggi c’è solo un sistema per rilanciare Spoleto che ha bisogno del Festival per riemergere, pretendere una qualità altissima con la presenza in loco dei registi, scenografi, coreografi, autori senza grandi inutili annunci ma guardando alla sostanza.

La Stampa internazionale, nazionale e locale deve essere coinvolta in modo differente, non basta inviare comunicati stampa o invitare ad una serie infinita di conferenze stampa i locali per far numero, senza peraltro disporre di biglietti per vedere poi gli spettacoli annunciati. Ricordiamo che giornalisti e critici che venivano da lontano, erano ospiti del Festival e raccontavano sì degli spettacoli, ma riuscivano anche ad interagire con il tessuto cittadino, da qui documentari ed altri servizi, partivano spontaneamente, tanto è bella Spoleto e il suo circondario come l’arte e la cultura che la cullano oltre all’artigianato e alla gastronomia che rappresentano il volano autentico dell’economia del teritorio.

Troppi errori e mancanze in questi due anni che sono innegabilmente difficili, forse proprio perchè il Festival ha bisogno prima di tutto di un’anima autentica, e poi di tutto il resto.

Peccato che il Maestro ancora non possa trovare lo spazio che gli è dovuto, certo che a due anni dal suo centenario, la sua città natale prepara grandi eventi, a Spoleto, sempre alla ricerca di grandi annunci e grandi eventi, ancora non se ne parla, anzi al massimo gli dedica un concertino pomeridiano, anche se…. finalmente in Piazza Duomo!

7 luglio 2009

Tribute To Gian Carlo Menotti dal network Spoletoclick

Mariolina Savino

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