Sj- FORSE L’ULTIMO PENSIERO GENTILE PER NOI GIORNALISTI, PRIMA DELLA PARTENZA PER AREZZO, DI MONSIGNOR RICCARDO FONTANA

SPOLETO
lunedì 13 luglio 2009
E MONSIGNORE APRE LA PORTA AI GIORNALISTI ESCLUSI DA PIAZZA DUOMO
fonte: Direttore Mariolina Savino

SOLO GRAZIE ALLA SENSIBILITA’ DELL’ARCIVESCOVO RICCARDO FONTANA, MOLTI COLLEGHI HANNO POTUTO ASSISTERE AL CONCERTO FINALE CHE SI E’ SVOLTO IN PIAZZA DUOMO

FOTO DI MARIOLINA SAVINO

Non sono comprensibili le ragioni che hanno spinto gli organizzatori della rassegna Festivaliera Spoletina, sostenuta per la maggior parte con soldi pubblici, quindi i nostri, a limitare in maniera drastica l’accesso a vari spettacoli e al finale concerto di piazza Duomo, a numerosi giornalisti, fatto sta che già lo scorso anno, erano stati ridotti al lumicino gli accrediti.
Quest’anno, peggio che andar di notte, e alla fine la chicca dell’ultimo giorno, quello che per Menotti era anche il modo gentile e garbato di ringraziare chi lavorava dietro le quinte, invitandoli a godere di concerti sublimi e con un numero imponenete di musicisti, cantanti e cori, oltre a chi per onore di verità e di cronista aveva seguito quotidianamente tutto l’evento, e a buon bisogno osannava o criticava il suo Festival, tanto irripetibile come il suo genio.

Per quanto “antipatico a molti” anche Francis aveva continuato la tradizione, creando addirittura una terrazzina a fianco al Tric Trac riservato alla stampa e ai comunicatori.

In compenso in piazza abbiamo visto molte presenze accompagnate anche da qualche familiare, ma forse… sono parte di quei biglietti venduti in quantità industriale (?)

Possiamo solo immaginare… se certe scelte festivaliere fossero state fatte da Francis… sarebbe venuto giù il campanile del Duomo, ma si sà che la linea è quella del va tutto bene a prescindere, e Spoleto che è stata oggetto di tanta attenzione sulla stampa, ha offerto la sua storia e le sue vie e la generosità dei suoi tanti figli commercianti, artisti, o semplici cittadini, pur di credere nel rilancio del territorio attraverso l’evento menottiano, che ormai di menottiano ha ben poco, tanto da chiederci se ieri sera eravamo a Umbria jazz o al Festival dei due Mondi n°2 e non 52° .

Il gruppo musicale che ha suonato egregiamente Rapsodia in blue di

George Gershwin, oltre ad una serie di brani di chiara fama anche bissati alla fine, gradevolissimi all’orecchio non assoluto dei tanti presenti, nulla ha a che vedere con le imponenti orchestre messe in campo nel tempio della musica, quando venivano occupati dai musicisti della Polizia di Stato e non solo, dal loggione del duomo, ai giardini deliziosamente curati dall’occhio attento e illuminato dell’Arcivescovo che, da un covo di rovi ne ha fatto emergere un roseto da eden paradisiaco e che ieri sera, ci siamo goduti appieno, nel tramonto di un’estate bizzarra, ammirando lo splendido mosaico della facciata della cattedrale.

Li avete dimenticati tutti quei concerti, così flebile è divenuta la memoria collettiva?

Va bene il rilancio del Festival che si era invecchiato, ed era stato vittima di troppe clamorose polemiche, non sempre imputabili solo a Francis che, nonostante non fosse presente in città, ancora oggi è oggetto di pesanti affermazioni da parte di tanti che dl Festival a suo tempo, ne ignoravano quasi l’esistenza, criticavano o lo snobbavano, quanto paradiso per ricchi… ora divenuto invece oggetto commerciale prima che culturale, e in questa mistura del nuovo…che avanza c’è chi rimpiange a ragione i vecchi gloriosi uffici stampa governati da Mario Natale, Gianna Volpi, Bernardino Campello….

La cosa più buffa di tutte comunque, è quella che emerge parlando con molti che lamentano, ognuno nel proprio campo, delle incongruenze dirompenti con quanto si legge sulla stampa sia locale che nazionale, e senza parafrasare (Alessandro Casali ha colto il punto focale “un Festival per essere rilanciato a livello internazionale, ha bisogno di importanti contenuti”), l’accusa a chi liberamente trae dal territorio sensazioni e forse verità, di essere disfattisti visto che il nostro network, ha parlato anche del dietro le quinte dando voce anche ad altri pareri non conformi allo standard obbligato, senza nulla togliere a chi lavora per rilanciare, ma che, a quanto si dice, non è certo un lavoro da volontari ma che ha costi precisi e non certo da tempo di crisi……..!

IN ATTESA DI POTERVI MOSTRARE SIA IL BILANCIO 2008 CHE 2009 DEL FESTIVAL, ALLEGHIAMO IL DOCUMENTO DEL CONTRIBUTO STATALE “GODUTO” NEL 2007 DALLA FONDAZIONE DEL FESTIVAL (ULTIMA GESTIONE DI FRANCIS MENOTTI).

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