Sj- TORNATO IN LINEA www.SpoletoClick.it

EDITORIALE M. SAVINO
MONDO
martedì 28 ottobre 2008

ED ECCO A VOI IN LINEA WWW.SPOLETOCLICK.IT

fonte: Mariolina Savino direttoreclick@gmail.com


FINALMENTE RITORNA IL PORTALE www.SpoletoClick.it IN LINEA

Molti diranno “era ora”, qualcuno dirà ” e chissenefrega!” l’importante è che se ne parli.
La gioia va condivisa e voglio ringraziare quel genio di Fabio, i miei fantastici GV, giornalisti volontari, gli amici che sono stati un supporto eccezionale, la mia famiglia che è stata fantastica, e tutti ma proprio tutti coloro che con i complimenti o con le giuste critiche hanno favorito le scelte e impostazioni del nostro NetWork composto per ora da http://www.umbriaclick.it e da http://www.spoletoclick.it, poi seguiranno straordinarie novità in rete.
Spoleto è una città bella e contraddittoria, si fa amare e qualche volta mortifica, ma è stata una scelta di vita fatta dalla scrivente ben ventisei anni fa e se, c’è un sentimento profondo che mi lega a questa terra oltre ai miei figli nati tutti in questa straodinaria città, è proprio l’amore per l’Umbria nel suo complesso.
Ho cresciuto qui i miei ragazzi, ho svolto il lavoro che volevo fare, ho raggiunto tutti gli obbiettivi possibili anche se con grandi difficoltà, che le donne trovano e superano nel loro insidioso cammino.
OGGI inoltre è andato in stampa Cascia Info, il giornale che giungerà nelle case di tutti i Casciani in questi giorni, che dirigo e curo per conto della città di Santa Rita.
Quando si semina bene i frutti sono rigogliosi e sani, e scusate la presunzione di chi vi scrive, ma sono certa di aver fatto fino a oggi scelte oneste e di aver contribuito con i nostri soli mezzi, alla conoscenza di terre, paesi, piccole e grandi realtà, sacrificando il mio tempo e sottratto alle persone care qualche ora in più di presenza, ma ne è valsa la pena.
Nel nostro Magazine troverete tanto, di tutto, di più, a voi il compito di dare un senzo alla nostra missione leggendoci e sostenendoci, invito che rivolgiamo alle aziende, agli enti e a tutti coloro che oltre alla redazione, hanno bisogno del comparto pubblicitario e promozionale e che garantiranno SEMPRE l’ASSOLUTA INDIPENDENZA della nostra voce fuori dal coro!
Il lavoro editoriale è cosa seria e, nelle convulse maree di siti, blog, portali, riviste e quotidiani, ci siamo ricavati in dieci anni di dedizione assoluta al nobile mestiere di giornalista ed editore in piena autonomia con Piccole Umbrie, Umbria & Campanili, Speciale San Benedetto (oltre ad altri dieci anni precedenti di lavoro di redazione con il Cittadino,Perugia Stadio, Terni Stadio, Cittadino del Cilento e ancora,avendo completato anche con una esperienza in edicola) uno spazio importante nel cuore dei nostri lettori che vanno e vengono ma che non hanno mai toccato il segno meno!
Riparte dunque l’avventura di http://www.spoletoclick.it che potete reinserire fra i vostri preferiti, noi ci metteremo del nostro e voi…fate altrettanto!


SpoletoJournal- Un piccolo saggio di storia della città di Spoleto

Mini Storia di Spoleto

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La storia di Spoleto affonda le sue radici in un periodo ben anteriore alla fondazione della stessa Roma, cui fu assoggettata a seguito della battaglia del Sentino (295 a.C.); trasformata quindi in colonia romana con il nome di Spoletium, la città si dimostrò fedele alleata di Roma soprattutto in occasione dell’incursione in Italia di Annibale, condottiero dei Cartaginesi.
Dopo aver sconfitto le guarnigioni romane presso il Trasimeno, Annibale fu fermato nella sua rapida avanzata verso Roma proprio dalla strenua resistenza opposta da Spoleto, e le ingenti perdite riportate lo indussero a deviare con le sue truppe verso il Piceno e la Puglia. Questo importante episodio storico testimonia della grande organizzazione strategica, militare ed economica raggiunta da Spoleto sin dalla più remota antichità, confermata dalla sopravvivenza fino ai nostri giorni di oltre due chilometri di cinta muraria risalente al VI-V sec. a.C.. T rasformata in municipio romano, Spoleto divenne ben presto rinomato luogo di villeggiatura per la ricca borghesia romana, che edificò nell’area numerose ville, in particolare in prossimità dei numerosi corsi d’acqua presenti. A questa epoca risalgono alcune importanti testimonianze architettoniche, quali l’Arco di Druso e Germanico (risalente al 23 d.C.), una casa che appartenne, secondo la tradizione, alla madre dell’imperatore Vespasiano, un teatro ed un anfiteatro edificati rispettivamente nel I e nel II sec. d.C.; fu lo stesso imperatore Teodorico ad ordinare la bonifica dei sottostanti territori della valle del Clitunno.

Ben presto Spoleto divenne sede episcopale e sviluppò una solida organizzazione ecclesiastica, influenzata tra l’altro da elementi orientali dovuti alla presenza sul Monteluco di una colonia di monaci siriani, ivi stabilitisi sin dai primordi dell’epoca cristiana.
Passata sotto la dominazione longobarda, la cui giurisdizione si estendeva dalle coste dell’Adriatico al fiume Tevere, Spoleto continuò ad esercitare un ruolo politico di fondamentale importanza, divenendo sede di uno dei più importanti ducati d’Italia. Nel successivo periodo di dominazione la città fu governata dal duca Guido, che ottenne nell’891 l’incoronazione ad imperatore da parte del papa; alla morte del figlio Lamberto (898) la corona imperiale emigrò definitivamente dall’Italia.
P articolarmente importante per i successivi sviluppi della storia di Spoleto fu la conquista e la successiva distruzione della città operata da Federico Barbarossa (1155). A quel tempo Spoleto era uno dei più ricchi comuni autonomi del Centro Italia, ma l’episodio ne ridusse di parecchio tanto il ruolo quanto la vitalità politica ed economica, e fu presupposto essenziale per una progressiva sottomissione allo Stato della Chiesa: Gregorio IX ottenne dall’imperatore Federico II il definitivo riconoscimento della sovranità della Chiesa su Spoleto nel 1231, e il ducato fu soppresso nel 1247.
Nel 1362 il cardinale Albornoz, che aveva scelto di trasformare Spoleto in caposaldo strategico per la riconquista dello Stato Pontificio nel periodo delle lotte tra Guelfi e Ghibellini, commissionò a Matteo Gattaponi la costruzione della Rocca, imponente complesso difensivo che comprende anche il celebre Ponte delle Torri.

Dopo pochi decenni la Rocca era già sede dei rettori del ducato, di norma scelti dal papa fra i propri parenti più fidati (un esempio per tutti può essere rappresentato dalla dinastia dei Borgia), nonché meta di frequenti soggiorni degli stessi pontefici. La progressiva perdita di potere politico della città è dimostrata dal fatto che già all’epoca di papa Pio IV (metà XVI sec.) i rettori, non più scelti tra i parenti dei papi ma comunque ecclesiastici di rango elevato, non governavano più direttamente ma tramite luogotenenti.
N el periodo della dominazione napoleonica (1809-1815) Spoleto raggiunse nuovamente un ruolo da protagonista nella storia della Penisola come capoluogo del Dipartimento del Trasimeno, un territorio che andava da Perugia a Rieti: il rinnovamento politico e sociale fu accompagnato da un nuovo sviluppo edilizio, che perdurò anche successivamente, con il ritorno alla giurisdizione pontificia.
Al tempo dei primi moti liberali furono molte le figure di spicco che si distinsero nell’attività patriottica: tra questi vanno ricordati Pompeo di Campello (presidente della giunta rivoluzionaria del 1831 e ministro delle armi del governo rivoluzionario del 1848) e Luigi Pianciani (gonfaloniere di Spoleto nel 1848 e fiancheggiatore di Garibaldi nelle battaglie che condussero alla conquista di Roma, di cui fu nominato primo sindaco nel 1871).
Nell’anno della conquista di Spoleto da parte delle truppe piemontesi (1860), un affrettato riassetto amministrativo del nascente Regno d’Italia le tolse il rango di capoluogo di provincia. Fino allo scoppio della prima guerra mondiale la città conservò comunque intatte alcune importanti prerogative: il Tribunale restava uno dei maggiori d’Italia, sia per il vasto territorio di giurisdizione, che includeva anche la conca ternana, che per il prestigio dei giudici; il Reggimento di Fanteria, il Distretto Militare e la Scuola Allievi Ufficiali la rendevano uno dei principali centri militari del Paese; la vita culturale, anche grazie alla presenza di scuole di ogni ordine e grado compreso un prestigioso Liceo Classico, continuava ad essere viva ed attenta ai progressi nel campo delle scienze, dell’agricoltura, dell’archeologia e dell’arte; la circoscrizione ecclesiastica era particolarmente vasta e ricca di personaggi di rilievo anche in ambito nazionale; l’economia, basata sul commercio all’ingrosso di olio ed altri prodotti alimentari, su di un cotonificio e su alcune miniere di lignite, era piuttosto florida e Spoleto poteva fregiarsi di essere la seconda città industriale dell’Umbria dopo Terni.
La Grande Guerra ed il successivo periodo di dominazione fascista videro un progressivo esodo verso Roma delle migliori forze economiche e culturali: la seconda guerra mondiale e la crisi delle miniere di lignite scoppiata nel 1958 aggravarono ulteriormente la situazione, portando Spoleto sull’orlo di un definitivo collasso economico e demografico.
Fortunatamente la realizzazione della superstrada che congiunge l’Umbria Meridionale con Roma (la Somma) è intervenuta giusto in tempo per scongiurare un isolamento che avrebbe entro breve provocato un’irreversibile e definitiva decadenza, ed alcune intelligenti iniziative nel campo culturale hanno fortemente contribuito al rilancio della città : nel 1946 venne inaugurato il Teatro Nazionale Sperimentale, nel 1951 fu la volta del Centro Italiano di Studi sull’Alto Medioevo, infine nel 1958 ebbe luogo la prima edizione del Festival dei Due Mondi , rassegna mondiale di teatro, musica e prosa oggi tra le più prestigiose e complete del mondo.In realtà una città che ha attraversato, spesso ruoli da protagonista con quasi tremila anni di storia, non ha bisogno di patenti.
A documentare la legittimità della sua vocazione artistica, sono sufficienti la presenza di quattro spazi teatrali (tra romani e moderni), monumenti, musei,

SPOLETOJOURNAL- SPOLETOCARD, PIU’ VENDUTA LA SOLUZIONE UNICA PER UN GIORNO

SONO PASSATI ALCUNI GIORNI DALL’INAUGURAZIONE DELLA SPOLETOCARD, GHIOTTA PROPOSTA PER IL TURISTA ORGANIZZATO O FAI DA TE CHE NELLA CITTA’ DEI DUCHI PUO’ VISITARE BEN 7 MUSEI CON TANTO DI NAVETTA.

SOLO PRESSO LA SEDE DELL’APT UBICATA IN PIAZZA LIBERTA’ SONO STATI VENDUTI CIRCA 250 BIGLIETTI.

MA NOI ABBIAMO FATTO DI PIU’ DA VIA PLINIO IL GIOVANE 10, OLTRE CHE AD INDIRIZZARE ALLA SEDE PRINCIPALE MOLTI TURISTI CHE CI CHIEDONO INFORMAZIONI. ABBIAMO CHIESTO AI TURISTI SE SONO SODDISFATTI DI QUESTO SERVIZIO.

A CURA DI MARIOLINA SAVINO

Le è piaciuto il tour?

Molto, non pensavo mai che Spoleto possedesse così tanti tesori e così ben tenuti!

Signora scusi, come è andato il viaggio culturale?

Benissimo, pensavo di pagare tanto un sevizio che invece si è rivelato enormemente efficace.

Senta, scusi se la importuno, ha gradito questa passeggiata fra i musei spoletini?

Sicuramente si. Ci sarebbe voluto molto più tempo ma domani torno a lavorare…uff! Tornerò a Spoleto presto con i miei genitori per il loro anniversario e con loro spero di poter visitare ancora una volta la Rocca, magari mi fermerò un po’ di più perché è davvero fantastica, La saluto… dove trovo questa intervista?

Su umbriaclick.it e spoletogiournal! Grazie!

E, concludendo come diceva Bongiorno in cima alla vetta, scambiamo volentieri due chiacciere con il nostro caro amico Vairo Caldarelli.

“Che ti dico? che va bene. l’esperienza della navetta è importante non solo per i turisti ma anche per tanti spoletini che non conoscono a fondo le ricchezze museali di questa città! I turisti sono contenti, si sentono assistiti e coccolati dalla nostra presenza. Ci chiedono di tutto e noi per quel che possiamo cerchiamo di essere il più esaustivi possibile.”

AMARCORD-Con Vairo esattamente dieci anni fa collaborammo visto che mi era “presa” l’idea di inventarmi la prima navetta che dalla Bruna di Castel Ritaldi, in occasione del Frantotipico, doveva collegare tutto il territorio partecipe all’evento. Vairo ne fu entusiasta, si mise a disposizione e fu quella una delle prime esperienza dell’utilizzo di un mezzo, per i collegamenti dovuti agli eventi. Da allora è stato sempre più frequente il collegare territori con piccoli bus e Spoleto ha trovato un ottimo sistema per offrire un servizio semplice ma estremamente dignitoso e piacevole per i turisti che vanno via felici e soddisfatti!