Lettere in redazione- Mio figlio vuole andare a scuola ma….

CARO DIRETTORE
A SPOLETO
martedì 28 ottobre 2008
INAUGURIAMO LA RUBRICA DELLA POSTA AL DIRETTORE CON LA MAIL DI UNA MAMMA SPOLETINA
fonte: Madre di uno studente


Egregio direttore,

Le scrivo per comunicarle che nelle scuole di
Spoleto si sta verificando un fatto particolare, che ritengo opportuno diffondere.
Siamo ancora in democrazia, grazie a Dio, e quindi ho la possibilità di aderire o meno allo sciopero indetto da alcune forze
politiche, riguardanti le modifiche sulla scuola contro il ministro Gelmini…ed invece questi ragazzi di sinistra costringono mio figlio,
che come me, concorda con tale ministro a restare fuori dalla scuola.
Questo è fascismo!
Veltroni , in persona dovrebbe spiegare a questi
ragazzi che questo è il più bieco fascismo, quello contro cui anche Fini prende le distanze.
Ne la destra, ne la sinistra possono approvare
tali metodi.

Questo non è sciopero, è violenza!

Io vorrei una scuola
migliore e non essere all’ultimo posto nelle classifiche del mondo.

Madre di uno studente

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Mia Cara lettrice,

credo che lei abbia espresso bene il concetto, se permette, con un distinguo che intendo fare, perché credo che non si tratti di fascismo, parola abusata ultimamente, come razzismo, battaglia, lotta, termini desueti che non hanno nulla a che fare con quella che definirei semplicemente mancanza di rispetto.

In tutta onestà mi sembra che i tempi siano cambiati e anche il modo di affrontare le questioni.
Nei miei trascorsi di studente ricordo l’atteggiamento che avevano i genitori, i sindaci, i professori quando invitavano i giovani a discutere nell’aula magna e tramite delegati portare la protesta nelle sedi opportune.

Lo sciopero era in ottobre e novembre un appuntamento fisso e la politica aveva il suo peso, sindacati compresi.
Adesso si vuol far passare per spontanea una rivolta popolare che proprio spontanea non è.
Quanti di coloro che protestano hanno letto e compreso davvero il decreto Gelmini?
Ai miei tempi inoltre i bambini facevano i bambini, ora abbiamo assistito a “fiarelli con lo striscione: In Lotta contro la Gemini?!?”
E’ questo il modo che i genitori del 2008 hanno scelto per educare i propri figli?
Io da piccola avevo un cruccio che non mi faceva dormire la notte…quel famoso esame della seconda elementare, se lo ricorda?
Ma non ho mai pensato nella mia testolina ribelle di allora di “LOTTARE” contro qualcuno, lo ritenevo ingiusto e basta e se lo avessi detto a mio padre forse avrei preso anche un bel rimprovero e un buffetto sulla guancia.

Io sono cresciuta con il detto “Mazz e panell fann i figl bell” Rimproveri e pane fanno crescere i figli sani, ora è tutto permesso e il bullo fa quello che gli pare, coloro che vanno a scuola con “il ventricchio de fora” come commentava uno spoletino tempo fa, o quelli che invece, hanno scambiato la scuola per l’atelier sfoggiando abiti firmati e acuendo lo “scontro” con chi non se li può permettere.
Ben venga il ritorno del grembiule, aiutiamo il tessile a riprendere questo tipo di produzione, i ragazzi saranno molto più ordinati e la scuola tornerà al suo ruolo di educatore e non di ring per scazzotate da inviare poi a you tube!
E per quanto riguarda il maestro unico le dirò che spolverando sempre i miei ricordi delle elementari, credo sia giusto che l’insegnante deve essere una figura che deve conoscere a fondo i ragazzi. Per me non fu così; avevo sì la maestra unica che ebbe però la coraggiosa idea, di sfornare ben cinque figli in quei benedetti cinque anni, di conseguenza ho avuto ben cinque supplenti…si immagini lei!
La saluto invitandola a continuare a seguirci nei nostri portali rinnovati e in particolare nel nuovo http://www.spoletoclick.it dove proprio Lei ha inaugurato la rubrica Caro direttore

Mariolina Savino

BERLUSCONI: PROTESTE? -SIAMO STATI DI MANICA LARGA-

“Siamo stati di manica larga”. Lo ha detto il premier Silvio Berlusconi, parlando a Confcommercio e riferendosi alle proteste del mondo della scuola. “Abbiamo detto: manifestate come volete, dove volete, ma non potete impedire a chi vuole studiare e a chi vuole insegnare di esercitare il proprio diritto”. Il premier ha aggiunto che solo per aver detto questo è stato frainteso dalla stampa. Sempre riferendosi alle contestazioni, Berlusconi ha sottolineato: “Possono manifestare, ma mi dispiace che manifestino contro cose che non esistono. Per la scuola elementare abbiamo fatto le scelte del buon padre di famiglia”. Rispetto a chi dice che non ci sarà il tempo pieno, il premier replica: “E’ assolutamente il contrario, ci sarà il 50% di classi in più che potranno fare il doposcuola”.

PERUGIAJOURNAL- Sciopero della pagnotta

OGGI

Giornata di lotta dei consumatori contro il carovita:

moratoria di prezzi e tariffe fino al 30 giugno 2009

Un presidio per la giornata di giovedì 18 settembre davanti alla Prefettura di Perugia in Piazza Italia dalle ore 11,00 alle ore 12,00 per dar vita in modo unitario ad una protesta per ricordare al Governo, al Parlamento e alle Istituzioni regionali la priorità di tutelare il potere d’acquisto delle famiglie. E’ stato organizzato, sempre per la mattina del 18 settembre, un incontro con il Prefetto di Perugia al quale verrà presentata la piattaforma delle Associazioni dei consumatori, così come a Montecitorio si terrà una manifestazione per presentare la piattaforma ai gruppi parlamentari. Inoltre, è stato richiesto un incontro con il Presidente del consiglio regionale umbro. I consumatori sono invitati a boicottare i prodotti che hanno registrato aumenti e a fare per un giorno lo “sciopero della pagnotta”. “Speculazione finanziaria e caro-petrolio, unitariamente a comportamenti irresponsabili di numerosi operatori –è stato dichiarato dalle Associazioni dei consumatori- hanno causato un forte aumento dell’inflazione e una caduta dei consumi, che colpiscono in modo pesante le famiglie soprattutto quelle da reddito da lavoro dipendente ed i pensionati. Una mensilità di lavoratori e pensionati è stata bruciata dagli aumenti, quelli già avvenuti, un’altra mezza mensilità –hanno preannunciato- sarà bruciata dall’aumento delle tasse a causa dell’inflazione”.