ULTIMISSIME- Dimissioni di Walter Veltroni confermate

Rassegna le dimissioni Veltroni, al termine di una giornata concitata del Pd, dopo la schiacciante sconfitta sarda.

Il neonato partito conosce i giorni più neri e ancora non ha deciso i tempi del congresso, anche se ora è il momento delle riflessioni ma anche di un cambio di passo da parte dei democratici che hanno perso in totale già tre regioni.

RomaJournal- Prove tecniche di opposizione ricompattata?

L’Opinione

di Mariolina Savino

Finalmente gli italiani che non la pensano come il Cavaliere cominciano a vedere uno spiraglio di opposizione. Il buon Veltroni attacca, ammicca, fa pace e poi si arrabbia con quel Premier che dalla sua, ha l’età e dunque l’esperienza. Fermo restando che la battaglia dei numeri fa sorridere c’è chi è convinto che quella di ieri sia stata una grande “battaglia civile e dimostrazione pacifica di piazza”, dall’altro canto c’è pure chi si chiede che ci stavano a fare tanti italiani ieri a Roma, gita in porta?

La Gelmini ha proposto una legge, ma al di là se giusta o no, rimane un fatto curioso, con le mie cinquantuno primavere posso dire ad onor del vero che non ricordo, da Misasi a tutti i ministri della Repubblica per l’istruzione, una volta e dico una, che non si è scatenato il finimondo!

La scuola unisce gli italiani?

Bene mettiamo a frutto questa vivacità popolare, per trovare una soluzione che non sia l’antiberlusconismo ormai sdrucito e senza senso… PROPOSTE SIGNORI, serie, motivate e senza tante chiacchiere di piazza, perchè la gente ne ha davvero abbastanza.

I più felici a riconoscere una opposizione seria saranno proprio quelli del Governo.

E lo saranno anche gli stessi italiani che hanno nel cuore un modo differente di risolvere le cose, ma non si gliochi con la politica attraverso le sviste volute della stampa o le facili interpretazioni di leggi che dicono una cosa e vengono lette per dirne strumentalmente un’altra! I bambini che ci fanno con un cartello dove c’è scritto: in lotta per la scuola, in un istituto elementare di Torino? E quel signore intervistato su Rai Uno che protesta elencando una serie di fesserie che proprio non hanno nulla a che vedere con la realtà? La Scuola italiana è un altro buco nero dove bisogna mettere le mani. Una Casta per dirla alla Rizzo. Possono dispiacere i tagli, ma non si può protestare e basta, bisogna andare avanti con cognizione di causa e se tanto bene ha fatto Veltroni nello scorso governo, come mai ha dovuto fare prove tecniche di opposizione ieri a Roma “Risorgendo” come titolava questa mattina l’ironico quotidiano Il Riformista di Polito?

PoliticaJournal- Veltroni fa il polpo? Opinioni contrastanti nel PD

C’è mare grosso nella minoranza

dopo le dichiarazioni di Veltroni

di Lia Novisa

La politica, croce e delizia dei nostri anni. Pomesse e contraddizioni all’ordine del giorno, lo scopo? ottenere sempre e comunque il consenso anche a costo di non essere coerenti. Ricordate il clima elettorale?  Prima una disponibilità massima al dialogo, poi i contrasti e infine dichiarazioni di guerra non condivise neppure a sinistra. Qualcuno si chiede se questi strali lanciati contro il governo non abbiano il sapore dell’inchiostro che il polipo lancia per difendersi. Una auto analisi evidentemente non è prevista nella lista delle cose da fare del buon Veltroni che, tentata la linea morbida verso Berlusconi, è passato agli attacchi frontali. Non è scorretto il confronto anche duro, ma paragonare ora l’Italia alla Russia è un po’ esagerato! O NO?

«Dove porterà la continua conversione del governo in potere?»

ROMA — Walter Veltroni, perché lei parla di «bullismo al governo »?
«Perché vedo un cambio di passo in questa legislatura, uno scarto rispetto ai governi della storia repubblicana. La società italiana e occidentale vive in uno stato di angoscia che non ho mai visto da quando sto al mondo. Mi viene in mente Dickens: “Era il migliore e il peggiore dei tempi, era il periodo della luce e il periodo delle tenebre, la primavera della speranza e l’inverno della disperazione”. Anche nel nostro tempo accadono meraviglie: la scienza, la comunicazione. Eppure in Italia vedo prevalere i segni del tempo peggiore. Sulla fiducia vincono paura, chiusura, arroccamento. E la paura è un moltiplicatore della crisi. Quando una società ha paura, è tentata dal barattare democrazia per decisione. È una sorta di maleficio: ogni volta che la crisi democratica si è saldata con la crisi sociale e con il prevalere di suggestioni populistiche e autoritarie, sono accadute le tragedie peggiori nella storia dell’umanità».(corr.della sera)

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