Spoleto, Crocevia pellegrinaggi

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Spoleto crocevia delle varie mete di pellegrinaggio Cristiano

a cura di

Jacopo Feliciani

REDAZIONE SPOLETOJOURNAL

via Plinio il Giovane 10 Spoleto, umbria-ITALY

0743 220694-296787

Per pellegrinaggio si intende il viaggio che i Fedeli cattolici effettuano per recarsi alle principali mete della Fede. Dunque il pellegrinaggio è il cammino per la visita, la scoperta delle fondamentali reliquie, resti e monumeti della Fede Cattolica. Non solo, usualmente il percorso viene effettuato in entrambe i sensi e secondo particolari modalità, delle più varie. Ad esempio il percorso viene effettuato molto spesso a piedi, il pesante zaino rappresenta la Croce che Gesù portava al Calvario, il bordone è un arnese per scofiggere il male. La maggiore fatica e sforzo che si compiono durante il tragitto contraddistinguono il pellegrino (in virtù di un maggiore impegno fisico e difficoltà) e lo differenziano da un pura e semplice visita del normale turista (che dalla sua in genere ha un maggiore peso economico).

Il pellegrino parte dalla sua residenza e percorre l’itinerario che secondo le proprie esigenze interiori ritiene più opportuno. Considerando ciò, non ha molto senso parlare di una Via percorsa piuttosto di un’altra. Il fatto però acquisisce importanza in quanto ci sono alcune vie e mete che sono più percorse di altre.

I pellegrinaggi sono sempre esistiti sin dai periodi remoti, a cominciare dal Vecchio e proseguendo con il Nuovo Testamento. Cominciano a prendere una certa consistenza con il Pellegrinaggio in Terrasanta per la scoperta dei luoghi di Gesù. Già con la libertà di culto assicurata dall’Editto di

Costantino (313) il fenomeno diviene sempre più importante.

Nel 638 d.C. Gerusalemme viene conquistata dagli Arabi e Roma (San Pietro e San Paolo) diviene la meta più frequentata. La Via per Santiago di Compostela diverà importante dopo l’anno 813 d.C. per la visita a San Giacomo maggiore.

Altri pellegrinaggi che assumono un certo interesse per la nostra Regione sono quelli di San Francesco anni dopo la sua morte, e quello Marchigiano di Loreto. L’Umbria costituisce un centro di un certo interesse anche per altri Santi ivi presenti di cui i più importanti sono il Patrono di Europa San Benedetto da Norcia e Santa Rita da Cascia.

Ricapitolando le Vie di pellegrinaggio che interessano la città di Spoleto sono in ordine di tempo: il Pellegrinaggio in Terrasanta, la Via Sacra Langobardorum, la Via Francigena, la Via Francigena di Francesco, la Via Lauretana. Il nostro punto di riferimento è senz’altro la Strada Consolare Flaminia in primis e quella per la Spina (Plestia e Loreto) e infine la Nursina che rende la città perno essenziale delle mete religiose.

Il pellegrinaggio poteva venir effettuato per un qualsisi motivo, dalla mera volontà propria, come espiazione di qualche peccato, obbligato dal sacerdote per l’assoluzione.

Il pellegrino doveva prepararsi per la partenza con pratiche devozionali e purificazionali confessandosi, sistemando creditori, riappacificandosi con eventuali nemici, effettuando testamento, elargendo donazioni alla Chiesa. Poi era il Vescovo che lo benediceva per il viaggio.

Coloro i quali, per un qualsiasi valido motivo, non potevano permettersi di affrontare il viaggio optavano per il “pellegrinaggio per procura” ossia potevano inviare un loro sostituto. Per evitare speculazioni e pellegrinaggi professionisti la Chiesa elencò le persone che potevano sostituirsi al Pellegrino, come ad esempio parenti stretti, uomini di appurata fede…

Ogni Pellegrino ha un suo particolare simbolo o segno che reca con sé oltre ai tradizionali del pellegrino che sono la bisaccia, il bordone e la schiavina ossia una cappa con cappuccio e un cappello a falde larghe.

Poi vi è un segno specifico per ciascuna delle mete perseguite: il ramo di Palma per i pellegrini diretti a Gerusalemme, la Conchiglia per quelli diretti a Santiago di Compostela, la Chiave per quelli diretti a Roma.

Per i pellegrini della Via Langobardarum è l’Arcangelo, per quelli diretti ad Assisi il segno di riconoscimento è il Tau francescano, e per quelli diretti a Loreto, le falci di luna (che decorano la veste della Madonna Nera ivi custodita).

Pellegrinaggio in Terrasanta.

I pellegrini diretti in Terrasanta avevano due possibilità ossia quella terrestre, percorrendo le grandi arterie romane e quella marittima costeggiando la terraferma (cabotaggio) nel periodo primavera e autunno. I primi pellegrini di una certa importanza furono delle donne. Sant’Elena (326), madre dell’Imperatore Costantino ed Egeria (381), una Dama spagnola che descrisse il mondo dei pellegrini nella sua lunga permanenza di tre anni in Terrasanta.

L’itinerario marittimo prevedeva l’imbarco direttamente da Monte Sant’Angelo o, dopo una tappa a piedi da Brindisi. Facendo cabotaggio si toccavano le coste dell’Albania, della Grecia, di Creta Turchia e Cipro. Per quello terrestre si passava da Monte Sant’Angelo in Albania e si proseguiva a piedi per le stesse regioni Grecia, Turchia, Siria, Libano ed infine la Palestina.

Via Sacra Langobardorum:

E’ la via percorsa dai pellegrini che erano diretti alla Grotta dell’Angelo a Monte Sant’Angelo in provincia di Foggia. Il giorno 8 maggio del 490 ed in altri anni 492 e 493 l’Arcangelo Michele apparve al Vescovo di Siponto Lorenzo Majorano in quella grotta.

Apparse di nuovo nel 1656 al Vescovo di Manfredonia G.A. Puccinelli per dispensare grazie e guarigioni mentre in quel tempo imperversava la peste.

La via fu iniziata ad essere percorsa dai pellegrini specialmente ad opera dei Longobardi del Mezzogiorno che nel VII sec elessero la grotta a loro Santuario e ne diffusero il culto. I pellegrinaggi partivano da Mont Saint Michel (Francia) (1), dall’Inghliterra (in Cornovaglia c’ è St Michael’s Mount il terzo luogo in cui è venerato l’Arcangelo Michele) e attraversavano l’Europa per la Via Sacra Langobardorum (2). I tre luoghi sono nella medesima direttrice. In più c’è un quarto luogo in cui si manifestò l’Arcangelo che è la Sacra di San Michele in Piemonte.

Dal Secolo decimo Monte Sant’Angelo divenne meta obbligata dei Crociati che partivano per la Terrasanta.

Nel Medioevo la meta dell’Angelo era la massima aspirazione degli Umbri, specialmente delle classi più abiette per la città di Spoleto e quella di Foligno. San Michele era in alta considerazione in quanto intercedeva per le anime dei defunti.

L’itinerario è il seguente:

  • Tempietto Longobardo, Complesso episcopale e Resti del Palazzo Patriarcale di Cividale del Friuli denominata – Area della Gastaldaga ;
  • Monastero di San Salvatore-Santa Giulia di Brescia;
  • Torre di Torba, Chiesa di Santa Maria foris portas di Castelseprio denominata -area del Castrum;
  • Basilica di San Salvatore di Spoleto;
  • Tempietto del Clitunno di Campello sul Clitunno;
  • Chiesa e Chiostro di Benevento, Santuario di San Michele a Monte Sant’Angelo, denominato – Complesso di Santa Sofia

Via Francigena

La Via Francigena è la strada che il Romeo (Pellegrino cristiano diretto a Roma) seguiva per giungere alla tomba di San Pietro e quella di San Paolo. In Epoca medioevale, il percorso tradizionale partiva da Canterbury e tagliava la Francia, l’Italia del Nord e del Centro, e portava a Roma, secondo il tragitto percorso dall’Arcivescovo di Canterbury, Sigerico, dell’anno 990 descritto in 79 tappe.

In epoca antica, il tragitto doveva interessare Spoleto, malgrado non fosse inserito nel percorso classico, in quanto la Strada Consolare Flaminia era una delle strade più importanti per Roma, e in considerazione della deviazione per la visita di Norcia, cittadina natale di San Benedetto. Il tragitto seguì delle deviazioni dopo il 1226, anno di morte di San Francesco.

Camino de Santiago de Compostela.

E’ il pellegrinaggio che i fedeli effettuano per la visita all’Apostolo San Giacomo maggiore martorizzato nel 44 d.C.. In seguito alla scoperta nell’anno 813 d.C. del corpo di San Giacomo su di un tumulo di terra del Monte Libradòn da parte dell’eremita Pelayo, i pellegrini cominciarono ad affluire numerosi.

Il Camino tradizionale passa per il tragitto della Via Francigena per l’Italia centrale e da Fidenza piega per Ventimiglia o per il Col del Monginevro e prosegue per Frejus, Aix en Provence, Arles, Camargue, Montpellier, e riprende per il tragitto Tolosano ossia Toulouse, Lourdes riallacciandosi in Spagna per il tradizionale Camino Francès a Pamplona per due alternative francesi: Samport o per St.Pied de Port. Poi il Camino tradizionale ossia il Francès passa per Burgos, Leon, Sarria (100 Km minimi da effettuare per ottenere la Compostela) e termina prima a Santiago e poi a Fisterre. Il tragitto è senz’altro quello più in voga in quanto fu riscoperto negli anni settanta e curato nel minimo dettaglio. E’ molto servito da strutture alloggiative, ristorative e le indicazioni sono studiate nella maniera giusta.

Per i pellegrini provenienti dall’Europa alternativo al Camino Francès e il Camino del Norte o de la Costa, che passa per San Sebastian e Oviedo, ma è molto meno seguito e servito.

La elevata cura del Camino prevede addirittura una speciale e a se stante Credenziale (3) Universitaria, nella quale oltre ai normali timbri (matasello) occorre apporne alcuni particolari delle strutture Universitarie che si trovano lungo il Camino. Le Università oltre al timbro rilasciano degli speciali ricordi, delle spillette delle strutture stesse. La Credenziale Universitaria viene rilasciata dall’Università di Pamplona.

Via Francescana -la via Francigena di San Francesco

E’ la deviazione che ha subito alternativamente il percorso tradizionale della Francigena in seguito alla visita dei Luoghi francescani dopo il 1226.

Il percorso comprendeva Perugia, Assisi, Foligno, Spoleto, Valnerina Ternana, e il ricongiungimento con il percorso della Regione Lazio.

Via Lauretana.

La Via che dalla seconda metà del’400 mette in comunicazione Roma con Loreto per il transito dei pellegrini in entrambe le direzioni, dopo l’edificazioine della Basilica della Santa Casa di Loreto, luogo in cui è custodita la Santa Casa di Maria, luogo in cui ebbe l’Annunciazione, e la Madonna Nera.

Era chiamata anche Via dei Santuari perchè con una leggera deviazione permetteva di raggiungere anche i santuari S. Francesco ad Assisi e di S. Nicola a Tolentino.

Tracciato:

Roma per la Via Flaminia – Terni (nella chiesa Agostiniana di San Pietro c’è conservata una delle prime rappresentazioni del simulacro venerato a Loreto) – Spoleto

– Una parte minore dei pellegrini prendevano la Via della Spina che tramite Verchiano porta a Colfiorito (a Piè di Cammoro, a testimoniare i pellegrinaggi, rimane un albergo del XVI secolo che incorpora una Cappella Lauretana dipinta nell’anno 1515 da Paolo Bontulli da Percanestro e dei graffiti lasciati da pellegrini nel XVI secolo).

– La maggiranza dei pellegrini proseguiva invece a Foligno (all’epoca era il nodo delle

vie dei Pellegrini). La Cappella della Madonna di Loreto di Foligno, eretta nel 1404 è la traccia del più antico transfert della sacralità lauretana.

Nel XVI secolo dalla Porta di Nord-Est (monumentalizzata nell’anno 1426) di Foligno ripartiva una strada che già aveva nome di Via Lauretana e passava al Miglio di S. Paolo (alla distanza esatta di un miglio da Foligno) – transitava poi per Colle Santa LorenzaPonte S. Lucia (con una locanda e un raduno fieristico franco del 1429 su iniziativa di Corrado Trinci della durava dal sabato al lunedì dell’ultima settimana di agosto per il Pellegrinaggio lauretano che si celebrava il giorno otto di settembre) – Sostino (Ospizio per i pellegrini eretto in data posteriore all’anno 1407, Locande con esenzione dal pagamento della gabella per le carni su iniziativa del Trinci e poi dei Papi) – Piani di Ricciano (Chiesa di S. Maria di Loreto con loggiato del 1425 al termine della salita, che introduce ai piani di Ricciano) – ColfioritoSerravalle del ChientiCamerino.

Alcuni dei pellegrini usufruivano delle strade della transumanza lungo la Dorsale Appenninica abruzzese-marchigiana conduceva a Norcia seguendo la Valnerina, passando a Visso, Muccia fino a Camerino dove si univa al flusso più importante che proveniva da Foligno.

I pellegrini provenienti dal Nord dell’Umbria passando per Nocera PioracoFiuminata (il tabernacolo dell’Eremo di Valcora contiene l’affresco Madonna con Bambino attribuito a Diotallevi di Angeluccio di Esanatoglia è una delle più antiche Rappresentazioni lauretane) – Castelraimondo che si ricongiungeva con il flusso di pellegrini provenienti da Camerino.

Da Camerino si prende la Via della Regina che da Sanseverino Marche porta a Macerata, Recanati e infine a LORETO.

Dal ‘300 il tratto Flaminia fu alternativamente sostituito parzialmente per la Via Lauretana dalla Via Plestina (oggi S.S.77), utilizzato dalla Via Francigena per la Porziuncola, per aggirare il tracciato molto scosceso di Belfiore – Monte di Pale – Casenove salita di Cifo – Colfiorito

Più in dettaglio il tracciato prevede:

Roma – Prima Porta – Castel Novo – Rignano – Civita Castellana – Borghetto – imbarca fino a Otricoli -Narni – Terni – Stretura – Spoleto – Passo – Camara -Verchiano – Ser(r)avalle – Muccia – Polverina – Valcimarra – Tolentino – Macerata – Recanati – Loreto.

La più frequentata era senz’altro la Statale 77 o “Valdichienti”

C’erano anche altri due itinerari, quello della Via di Jesi e quello della Via di Visso o di Macereto.

  1. Secondo la leggenda l’Arcangelo Michele apparve a Sant’Uberto, Vescovo di Avranches nel 709 con la richiesta di costruire una Chiesa sulla roccia di Mont Saint-Michel-au-péril-de-la-Mer.. Per ben due volte il Vescovo ignorò la richiesta dell’Arcangelo e San Michele bruciò con il tocco del suo dito il cranio di Sant’Uberto, non provocandogli la morte. La Cattedrale di Avranches ora custodisce il cranio di Sant’Uberto con quel foro tondo.

  2. Le tre località in cui è apparso l’Arcangelo Michele hanno la particolarità che sulla carta geografica possono essere unite da un’unica retta. Questa retta otretutto include la Città di Camerino che è importante crocevia per la Via Lauretana.

  3. La credenziale è un documento, un piccolo libricino che contiene dei fogli in cui il pellegrino fa apporre il timbro delle varie strutture (museo, bar, ristorante, albergue, hotel,) che è lungo il tragitto del Pellegrinaggio. In questo modo, all’arrivo nella meta finale del pellegrinaggio, il Capitolo della Cattedrale esaminati i vari passaggi per le località lungo il tragitto indicati dalla Credenziale e dai timbri, può rilasciare il Certificato di partecipazione al pellegrinaggio.

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